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I Georgofili e le loro sezioni

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L’Accademia dei Georgofili, fondata a Firenze nel 1753, dettò presto un significativo logo, come guida per gli intenti dei propri soci, rivolti soprattutto all’agricoltura, direttamente e indirettamente. Quel logo è stato e tuttora continua sempre ad essere espresso con le stesse tre parole latine: Prosperitati Publicae Augendae. E’ rimasto saldo ovunque l’Accademia svolga le sue attività rivolte al miglioramento del pubblico benessere, meritando apprezzamenti e sostenitori.
Purtroppo, nella seconda metà del secolo scorso, il nostro Stato (alla cui realizzazione i Georgofili hanno fortemente contribuito) decise di trasferire le competenze agricole alle Regioni. La nostra Accademia fu informata dal Ministero dell’Agricoltura che non avrebbe più potuto concedere alcun sostegno finanziario, da tempo in atto, ma si sarebbe dovuto eventualmente chiedere alle Regioni.
Non è il caso di commentare, ma ricordiamo che, dall’inizio del III millennio, l’Accademia decise coraggiosamente di costituire proprie Sezioni (ciascuna con un proprio Presidente e un Consiglio), almeno una per ogni 3 Regioni. Si provvide anche alla nomina di nuovi Accademici, per cercare di raggiungere un equanime numero in tutte le regioni della Penisola. Credo che l’iniziativa abbia gradualmente riscosso un discreto successo. Dopo quasi 20 anni di attività, nel nuovo millennio, l’Accademia dei Georgofili ha realizzato un concreto ruolo nazionale e ha aggiunto anche una 7a Sezione internazionale a Bruxelles.
Come era logico e prevedibile, ogni Regione non ha mancato di favorire iniziative sul proprio territorio. Spesso illustrando qualche modello delle Amministrazioni locali, di Cooperative, di Associazioni con interessi tra loro diversi, economici, politici, ecc. Non mancano le eccezioni.
Si può invece rilevare che studiosi, ricercatori, tecnici e altri innovatori, mirano oggi a costituire rapporti reciproci e collegialmente intrecciati (“reti”) tra attività collegiali, anche di grandi dimensioni e distanti. Questi modelli sarebbero di grande interesse anche per le singole Regioni troppo autonome, tanto da poter rimanere anche vittime di se stesse. L’Accademia dei Georgofili potrebbe stimolare, accogliere, difendere e valorizzare patrimoni di nuove conoscenze, importanti e produttive, realizzando ogni possibile attività collegiale, nella consapevolezza dei rapidi progressi che stanno sviluppando un complesso e non certo facile futuro.
Bisogna correlazionare l’attività, non solo in e con una singola Sezione, ma con l’intera Accademia che le unisce per potenziarle nel perseguire gli scopi che ci hanno indotto ad aspirare di diventare Georgofili e percorrere la strada incisa nel nostro logo. L’ Accademia dei Georgofili potrebbe creare un unico Centro che valuti e assecondi lo sviluppo di quanto si dimostri utile e meriti diffusa comunicazione.

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Quattordici girasoli in un vaso (Arles, agosto 1888)

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