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La frutta secca “anonima”

Crescono ancora i consumi di frutta in guscio, (quali mandorle, noci, nocciole, pinoli e pistacchi). La spesa è aumentata del 4,1% nel primo trimestre del 2018, rispetto allo stesso periodo del 2017, e non solo per le loro proprietà nutrizionali da “superfood”.
Oggi è anche reperibile ormai in tutti i punti vendita, dove c’è l’angolo della frutta secca, soprattutto sgusciata, sempre più frequentemente trovabile anche nei distributori automatici delle stazioni, aeroporti, ospedali, uffici, ecc.
Purtroppo, il prodotto sgusciato, a differenza di quello in guscio, non è ancora etichettato con l’origine del frutto e con il luogo della sua coltivazione. Nel corso del 2017 sono stati importati in Italia oltre 100 milioni di chilogrammi di frutta secca sgusciata, in parte commercializzata poi al dettaglio in forma “anonima”. La parte rimanente è avviata alla trasformazione, purtroppo ugualmente anonima.
Va quindi individuato un corposo organismo che dovrà organizzare e fare i controlli su questi prodotti che non hanno ancora una norma di commercializzazione, né generale né specifica, ma che devono essere etichettati con l’origine.

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