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Pale eoliche: utilità e danni

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Il diffuso, radicato convincimento che l’energia nucleare è improponibile impone la necessità di favorire soluzioni capaci di assicurare nuove fonti di approvvigionamento – adeguate e puntuali – per usi sia civili, sia industriali.

Ma non mi è facile abituarmi alle file di pale a vento che sovrastano i crinali delle Alpi e degli Appennini e alterano – a mio avviso – molti incontaminati paesaggi, spesso con danno e, comunque, senza concreta utilità per le Comunità più direttamente coinvolte. Migliaia di torri d’acciaio altissime, sovrastate da pale enormi, collegate mediante strade carrabili che tagliano superfici boschive e dequalificano ambienti spesso utilizzati per attività turistiche e agro-turistiche, favorite anche da un razionale arricchimento faunistico.

L’energia eolica trova molti sostenitori tra coloro che vogliono contenere i danni provocati dalle fonti energetiche tradizionali – carbone, olio combustibile, gas – di cui siamo tributari, dopo la discutibile rinuncia alle centrali nucleari. Ma, purtroppo, dalle “pale a vento” si ottiene una quantità di kilowatt/ore di scarso rilievo per il fabbisogno complessivo, ossia per usi industriali, per illuminazione, riscaldamento, TV, lavatrici, computer, eccetera.

Sarà difficile – impossibile, anzi – liberare il nostro Paese dalla schiavitù delle fonti energetiche “sporche” finché prevarrà l’ostracismo al nucleare, nonostante sia, ormai, sempre meno rischioso.

La decisione politica di rinunziare alle centrali atomiche si conferma, a mio avviso, non razionale e ingiustificata, se si tiene conto delle conseguenze che, in concreto, ne sono derivate : i rischi costituiti da quelle costruite nei paesi confinanti sono pressoché pari a quelli di impianti realizzati sul nostro territorio ; mentre il costo dell’energia che importiamo dai nostri più avveduti vicini grava pesantemente sulle bollette che l’ENEL notifica.

A me fanno un effetto deprimente le centinaia di pale e di enormi tralicci, che deturpano l’intero arco alpino per il trasporto dell’energia prodotta dalle centrali nucleari in funzione non lontano da noi ; tralicci mostruosi dai quali pendono pericolosi cavi ad alta tensione, che alterano la bellezza unica, incontaminata di paesaggi preservati da investimenti speculativi e costruzioni abusive.

E’ una bella contraddizione, a mio avviso, quella di coloro che contrastano la realizzazione di infrastrutture spesso indispensabili –  autostrade, ferrovie, gallerie, viadotti, ecc. – paventando il degrado ambientale, mentre favoriscono la costruzione di deturpanti impianti per sfruttare la discontinua energia del vento.

La mia contrarietà ai generatori eolici deriva sia dalla constatazione dell’accertato, inevitabile danno per vastissime aree, sia dal convincimento che l’energia che se ne ricava non può soddisfare che una quota assai modesta delle crescenti esigenze di 60 milioni di utenti per abitazioni, uffici, industrie, impianti pubblici.

Sussiste – è inutile negarlo – una fame di energia “pulita”, in tutti i Paesi industrializzati e in quelli avviati verso lo sviluppo ; ma dubito – e credo di non essere il solo – che quella eolica costituisca, per l’Italia, la soluzione del problema, sia per il suo costo, sia perché da noi i venti non sono costanti, come nel Nord Europa.

Sono convinto, ormai, che da essa continueremo ad ottenere soltanto una assai modesta percentuale del nostro fabbisogno di energia che, peraltro, cresce costantemente ; ma spero che quella eolica sia una soluzione che prima o poi dovrà lasciare il campo ad altre fonti di produzione meno aleatorie : in particolare la solare e le bioenergie, per le quali si possono utilizzare sottoprodotti e scarti dell’agricoltura e della zootecnia ; soluzione che offre sicura utilità agli allevatori e a tante aziende agricole.

E’ conveniente continuare a deturpare paesaggi alpini, appenninici e di verdi pianure, impiantandovi pale che li stravolgono e imbruttiscono, aggrediscono i caratteri forestali e agricoli che li connotano e dequalificano l’ambiente?

E’ inutile negarlo : è stato commesso un costoso errore, che sarebbe opportuno correggere, evitando – per il futuro – di deturpare altre aree incontaminate, penalizzando anche le attività turistiche e agrituristiche che esse favoriscono.

RAMO DI MANDORLO IN FIORE, 1890

RAMO DI MANDORLO IN FIORE, 1890

One Response to Pale eoliche: utilità e danni

  1. Rinaldo Sorgenti Rispondi

    marzo 5, 2019 a 2:54 pm

    Come non riconoscere la logica e razionalità di quanto riportato dall’articolo qui sopra?

    E’ chiaramente un’anomalia cronica quella italiana che, da Paese povero di materie prime, ha assurdamente deciso di abbandonare la produzione interna di elettricità dal Nucleare ma NON è in grado di rinunciare alla stessa elettricità prodotta con quella fonte per noi Oltralpe, vale a dire in Francia, Svizzera e Slovenia.

    Infatti, l’Italia cronicamente importa circa il 15% dell’elettricità di cui necessitiamo dall’estero e questa elettricità (a prescindere dal come questa elettricità viene “dichiarata”, è indubbio che primariamente sia prodotta in eccesso dalle numerose Centrali termo-nucleari presenti nei Paesi confinanti. Infatti, sono ben 12 tali Centrali (per 24 unità operative) in esercizio a meno di 200 km. dai ns. confini, tutt’intorno alle Alpi!

    L’altra assurdità è continuare a demonizzare le Fonti convenzionali che, invece, illuminano il mondo e soprattutto i Paesi più avanzati del pianeta, tra le quali appunto il nobile “Carbone” che assicura il 40% di tutta l’elettricità mondiale. Esempi come: Germania, Giappone, USA e Korea del Sud (tra i Paesi tecnologicamente più avanzati) il Carbone è la prima fonte per la produzione elettrica e lo fanno utilizzando modernissimi impianti che consentono di prevenire gli effetti indesiderati che qualsivoglia combustione altrimenti produce. Non è certo l’emissione di CO2 che ci deve preoccupare (visto che non è certo un inquinante ed è elemento fondamentale per la vita sul Pianeta). Lo stesso Carbone, peraltro ed inequivocabilmente, proviene dal mondo vegetale che ricopriva ampie aree del pianeta nel lontano passato e non utilizzare una tale abbondante fonte ora che non possiamo ancora disporre di concrete e nuove Fonti energetiche davvero razionali e sostenibili è una pura assurdità, demagogica ed alimentata dalla speculazione dei faraonici incentivi che caratterizzano poi il gravame notevole delle ns. Bollette elettriche bimensili da diversi anni e che dureranno per 20 anni, almeno fino al 2032 ed oltre.

    Quindi, perché non smetterla di continuare tale demagogica demonizzazione e razionalmente bilanciare il ns. “Mix delle Fonti” diversificandolo al massimo e consentendo così di abbassare il costo del kWh al livello medio UE, a tutto beneficio della competitività della ns. industria manifatturiera e creando opportunità di lavoro a casa nostra, che poi vuol dire benessere e sviluppo ?

    Basta fare una seria analisi ed approfondimento di merito con gli autorevoli esperti presenti nel ns. Paese ed una volta tanto imitando quanto fanno i ns. cugini tedeschi!

    Non è mai troppo tardi quando si tratta di … rinsavire!

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