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La FIDAF sul ruolo dei Dottori in Agraria e Forestali nel PNRR

La bozza di PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) presentata al Consiglio dei Ministri del 12 gennaio 2021 apre molte interessanti prospettive per i colleghi impegnati nella libera professione e nei settori pubblico e privato in tutte le linee progettuali che lo compongono. Il primo e più importante commento è che gli Enti pubblici e i privati che realizzeranno le misure contenute nel PNRR in materia agroalimentare dovranno avvalersi della collaborazione di tecnici con adeguate competenze ed esperienze professionali e con le abilitazioni richieste dalle leggi vigenti. Alcuni recenti provvedimenti legislativi non sono molto precisi al riguardo. L’attuazione del PNRR non può invece essere demandata a cosiddetti esperti senza le necessarie qualificazioni, prima fra tutte la Laurea in Scienze Agrarie, Forestali o affini (oggi meglio descritti nelle classi di cui all’allegato). Certamente le competenze dei Dottori in Agraria e Forestali vanno opportunamente integrate con quelle di informatici,  ingegneri idraulici e geologi, per citarne solo alcune, ma essi restano le figure principali per svolgere il ruolo di organizzatori sistemici di conoscenze .

Il livello di dettagli con cui sono presentate le proposte è molto disomogeneo: si passa da interventi descritti nelle loro modalità e nei loro tempi di attuazione, a descrizioni generiche di intenzioni progettuali. Il programma dovrà quindi essere completato, esplicitando chi farà cosa e quando, se non si vuole che esso rimanga al livello di una lista di buone intenzioni.

In questa nota esaminiamo le linee progettuali, identificando i punti di interesse per i Dottori in Scienze Agrarie e Forestali e presentiamo commenti e proposte, che sono anche riassunte in un quadro sinottico per una più agevole consultazione.

  1. Missione 1 – Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura.
  • a. Linea progettuale Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo:

Il testo introduttivo della missione cita “l’innovazione e la digitalizzazione delle imprese (Transizione 4.0), ivi comprese quelle del comparto editoria e della filiera della stampa e per le filiere agroalimentari del Mezzogiorno” (pagina 19). “Il progetto si basa su un credito d’imposta articolato per spese in beni strumentali (materiali e immateriali 4.0), e per investimenti in ricerca e sviluppo, nonché in processi di innovazione e di sviluppo orientati alla sostenibilità ambientale e all’evoluzione digitale. […] uno specifico finanziamento di 180 milioni viene previsto per alle [sic!] infrastrutture digitali per le filiere agroalimentari nelle regioni meridionali” (pag. 60).  Il provvedimento ci sembra molto opportuno, anche se non capiamo chi sono i destinatari del credito di imposta: le imprese agricole, i provider di servizi, altri?

  • b. Linea Progettuale Digitalizzazione della PA:

Comprende la digitalizzazione e reingegnerizzazione del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN).  Il documento non specifica l’entità delle risorse investite per questa misura, che sono incluse nelle risorse dedicate alla misura “Dati e interoperabilità”.

2. Missione 2 –  Rivoluzione verde e transizione ecologica.

a. Linea Progettuale Agricoltura sostenibile ed economia circolare:

I tre progetti dedicati all’agricoltura sostenibile sono senz’altro condivisibili e potenzialmente utili per favorire il rafforzamento dell’economia agroalimentare nazionale, nel segno della competitività, della sostenibilità e del superamento di qualche ritardo strutturale. Bisogna però tenere conto di alcune esigenze e delle osservazioni di seguito formulate.

  • i. contratti di filiera: si ritiene che essi siano uno strumento che ha dimostrato in passato di generare un impatto positivo per il settore. Tuttavia, è necessario semplificare e migliorare il funzionamento del regime d’aiuto. Inoltre, deve essere accelerata l’applicazione, facendo in modo di accorciare i tempi intercorrenti tra la pubblicazione del bando e la materiale realizzazione degli investimenti. Infine, si segnala l’esigenza di selezionare con accuratezza i beneficiari e di promuovere una preliminare operazione di sensibilizzazione e di conoscenza dell’iniziativa. Oltre a quanto evidenziato, andrebbero formulate delle scelte in grado di indirizzare le risorse finanziarie disponibili verso i settori ed i territori che manifestano i maggiori fabbisogni e che sono suscettibili di restituire risultati favorevoli. In particolare, riteniamo opportuno segnalare le esigenze della filiera dell’olio d’oliva, del sistema ortofrutticolo, con particolare riferimento alla produzione di agrumi e della zootecnia da latte e da carne, specialmente nei territori rurali periferici e svantaggiati. Infine è necessario assegnare una priorità ed una riserva di spesa a favore degli interventi di innovazione e diffusione della conoscenza, coinvolgendo anche le istituzioni che svolgono attività di ricerca e di sperimentazione ed i professionisti in grado di svolgere le funzioni di collegamento con le imprese ed il territorio.
  • ii. parchi agrisolari: segnaliamo la necessità di evitare l’installazione di impianti fotovoltaici sulle superfici agricole, anche nelle aree marginali. Si evidenzia inoltre che la superficie coperta programmata nel PNRR di 13.250 m2 è da considerarsi esigua rispetto all’obiettivo di produzione stabilito.
  • iii. logistica: si ritiene opportuno segnalare anche la necessità di prevedere, oltre alle strutture di stoccaggio ed alle infrastrutture dei mercati, anche il finanziamento di progetti a larga scala per impianti di trasformazione orientati verso nuovi prodotti e nuovi processi produttivi, in modo da ampliare gli sbocchi di mercato per la produzione agricola italiana e di favorire le condizioni per la stabilizzazione dei prezzi ed una maggiore resilienza rispetto all’andamento dei mercati.

b. Linea Progettuale Tutela del territorio e della risorsa idrica:

In riferimento a tale aspetto, sarebbe opportuno favorire l’installazione di nuove imprese agricole nelle aree interne e nei territori montani e svantaggiati, in modo da frenare i fenomeni dello spopolamento e dell’abbandono dei terreni agricoli e bilanciare meglio la distribuzione della popolazione sul territorio nazionale. 

  • i. Infrastrutture verdi urbane: Come richiesto a settembre nella lettera  inviata al governo dalla FIDAF, unitamente al Consiglio Dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali (CONAF), ANTEC, ALA Assoarchitetti, Consorzio Alberitalia, Società Italiana di Selvicoltura ed Ecologia Forestale (SISEF) e alla Rete del Festival Cerealia, è necessario costituire un Fondo di dotazione per finanziare le attività di progettazione, impianto e manutenzione di verde nelle aree urbane da parte delle amministrazioni comunali. Le organizzazioni firmatarie della lettera hanno chiesto inoltre che l’utilizzo dei fondi parte dei Comuni sia condizionato dall’adozione di idonei strumenti amministrativi di pianificazione, inventariazione e regolamentazione del verde pubblico e privato, operazioni per le quali i Comuni dovranno avvalersi della collaborazione di tecnici con adeguate competenze ed esperienze professionali. Tali strumenti, indispensabili per assicurare impatto agli investimenti in verde urbano, non sono citati nella bozza di PNRR.
  • ii. Forestazione e tutela dei boschi: Il PNRR non prevede risorse dedicate alla componente forestazione, ma inserisce le risorse del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), una volta completato il processo programmatorio in corso.
  • iii. Invasi e gestione sostenibile delle risorse idriche: Particolarmente importante  il ripristino della funzionalità dei consorzi di bonifica, passando per la gestione e manutenzione degli invasi privati in ambito collinare, montano o pianeggiante. La bozza di PNRR  assicura che “la riforma è inoltre volta a potenziare la capacità progettuale dei Consorzi di bonifica anche mediante centrali di progettazione regionali, promuovendo la revisione e il rafforzamento dei Consorzi nelle regioni del Mezzogiorno”. Anche per questo capitolo la competenza dei dottori in scienze agrarie e forestali sarà di importanza cardinale.
  • iv. Resilienza dell’agrosistema irriguo: Necessario  uno stimolo finalizzato all’impiego delle più moderne tecnologie connesse con l’irrigazione localizzata (sensoristica, informatica, strumentazione, sistemi di microdistribuzione).
  • v. Reti di distribuzione idrica e digitalizzazione reti di monitoraggio: Come sopra.
  • 3. Missione 4 – Istruzione e ricerca
  • a. Linea Progettuale Dalla ricerca all’impresa:

La bozza del PNRR prevede la costituzione in un Centro Nazionale Agri-Tech  e precisa che il Polo Agri-Tech avrà sede a Napoli. L’allocazione di risorse addizionali per la ricerca nel campo agroalimentare non può che essere accolto con grande favore, considerata la cronica esiguità e la persistente volatilità dei fondi disponibili e la precarietà delle carriere dei giovani ricercatori. La bozza non spiega però come il costituendo Centro si raccorderà con le università ed i centri di ricerca già operanti nel campo delle agrotecnologie sul territorio nazionale in generale e nell’area partenopea in particolare.  La fondazione di nuove istituzioni lasciando languire quelle esistenti non è sempre la strategia più efficiente di investimento in ricerca e sviluppo. Il rafforzamento degli Enti di ricerca già operanti nel sistema agroalimentare, come il CREA, il CNR e l’ENEA, sarebbe di gran lunga più efficace. Sarà inoltre opportuno coinvolgere le parti interessate nella identificazione delle linee prioritarie di ricerca, al fine di assicurarne il massimo impatto.

4. Missione 5 – Inclusione e coesione

a. Linea progettuale Interventi speciali per la Coesione territoriale

  • i. Strategia nazionale per le aree interne: la bozza del PNRR indica misure  “a sostegno dell’imprenditoria giovanile, in particolare nel settore turistico e agroalimentare, e del reinsediamento abitativo e produttivo. Inoltre si prevede la realizzazione di un’infrastruttura digitale capace di erogare servizi innovativi automatizzati e da remoto che contribuiscano al rafforzamento delle filiere agroalimentari”. La presentazione non fornisce nessun dettaglio ulteriore, per cui risulta impraticabile un lavoro di analisi delle misure proposte.

I dottori in scienze agrarie e forestali sono quindi in prima linea per favorire una rapida, coerente e proficua applicazione degli interventi programmati nel PNRR, attraverso attività di supporto e di consulenza specialistica rivolte sia al sistema delle imprese che alla Pubblica Amministrazione. La FIDAF auspica che ci sia un coinvolgimento fin dalle prime fasi di impostazione degli interventi agricoli ed è pronta a collaborare ad ogni livello per contribuire a conseguire gli esiti sperati, anche partecipando ai tavoli ed ai gruppi di lavori istituiti per l’impostazione e l’esecuzione degli interventi.

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