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Alcune osservazioni sul piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia con considerazioni metodologiche e proposte concrete da attuarsi in Salento con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)

Come noto la politica agricola comune (PAC) sostiene la vitalità e la sostenibilità economica delle comunità rurali attraverso misure di sviluppo rurale (il cosiddetto secondo pilastro).

Queste ultime rafforzano le misure di mercato e il sostegno al reddito della PAC mediante strategie e finanziamenti per potenziare i settori agroalimentare e forestale dell’UE, la sostenibilità ambientale e il benessere delle zone rurali in generale.

Invece il modello di intervento dello stato nell’economia che va comunemente sotto il nome di programmazione incontra notevoli difficoltà ad affermarsi nel nostro paese.

Per l’agricoltura del Salento leccese necessita un Piano che sia l’espressione di un più ampio e complessivo progetto di riforma dell’intero sistema istituzionale dell’agricoltura, ovvero un piano agricolo-alimentare per il Salento. Questo Piano deve avere una visione complessiva che, come ben evidenziato in Next Generation EU, indirizzi tutto lo sforzo in direzione di una trasformazione profonda della nostra agricoltura puntando a quella di precisione.

Il Salento leccese dal 1971 e tutt’ora in atto vi è un processo di deterritorializzazione, ovvero di destrutturazione delle relazioni territoriali pre- esistenti e di trasformazione delle relazioni popolazione – risorse (Raffestin, 1981; Turco, 1988). Tale processo nell’ultima fase può essere schematizzato come da figura allegata.

I dati che seguono sono una mia elaborazione della pubblicazione della Prof.ssa Liberata Nicoletti Professore Associato di Geografia (M-GGR/01) presso la Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell’Università del Salento… Vedi articolo:

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