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Venerdì culturali 9° Ciclo

VENERDÌ CULTURALI
PROGRAMMA, 9° CICLO 2015, AUTUNNO 2015
FIDAF – SIGEA – ARDAF – Ordine Dottori Agronomi e Forestali di Roma

Dopo i primi otto cicli dei Venerdì Culturali si terrà, a decorrere dal prossimo 16 ottobre, il nono ciclo di incontri di cultura varia, organizzati da FIDAF – Federazione Italiana Dottori in scienze Agrarie e Forestali, SIGEA – Società Italiana di Geologia Ambientale, ARDAF – Associazione Romana Dottori in Agraria e Forestali e Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali di Roma. Gli argomenti che verranno trattati riguarderanno le tematiche ambientali, energetiche, agricole, idrogeologiche, idrauliche e geologiche; verranno inoltre affrontati temi storici e paesaggistici.
Gli incontri si svolgeranno, nella sede della FIDAF in via Livenza, 6 (traversa di Via Po) Roma, dal 16 ottobre il venerdì, dalle ore 16.30 alle 19.00. Uno o più relatori invitati presenteranno un argomento di elevato interesse generale, mentre il pubblico presente in sala potrà partecipare attivamente alla discussione, facendo domande al relatore e/o proponendo spunti di riflessione. Le conferenze saranno presentate da Luigi Rossi, Giuseppe Gisotti, Nicola Colonna ed Edoardo Corbucci, Presidenti delle rispettive Associazioni.

Aderiscono ai Venerdì Culturali le Associazioni: Eurosolar Italia, I SETTE, Gruppo di Ricerca Interuniversitario GECOAGRI-LANDITALY, AIPIN (Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica) e CERES (Centro di Ricerche Economiche e Sociali). .

DATA RELATORE TITOLO
16/10/2015 Teresa Polimei e Alberto Renieri Il Fuoco, l’elemento rubato agli Dei: dal Mito al Futuro
23/10/2015 Alfonso Pascale Lotte sociali, competenze e politica della Riforma Agraria degli anni ’50
30/10/2015 Rocco Rorandelli Dietro la cortina di fumo: l’industria del tabacco
06/11/2015 Angela Farina Alberi in posa. Rassegna di opere
13/11/2015 Sandro Dernini Diete sostenibili. Il Modello Med Diet 4.0
27/11/2015 Filippo Silvestri La tecnologia nella Divina Commedia
04/12/2015 Angelo Moreno Il futuro a idrogeno tra speranza e realtà
11/12/2015 Giuseppe Gisotti e Paolo Cornelini Civita, la città che muore: idee per salvarla

Programmi delle precedenti edizioni

16/10/2015
Teresa Polimei

È nata a Napoli il 14 marzo 1954, si è laureata in ingegneria chimica presso il Politecnico di Napoli, è esperto qualificato di 3^ grado per la sorveglianza delle radiazioni ionizzanti. La sua esperienza lavorativa ha inizio presso la società di ingegneria Technip con il ruolo di ingegnere di processo. Durante gli anni di esperienza lavorativa in Enea ha avuto modo di affrontare attività con responsabilità crescenti in differenti campi tecnologici: nucleare (impianto sperimentale Cirene) , energie rinnovabili, materiali. E’ stata coordinatore dei servizi di prevenzione protezione dell’Enea e per 10 anni direttore del Centro Enea Sede. Attualmente è Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Enea per la lotta alla discriminazione, al mobbing e per le pari opportunità.

Alberto Renieri
È nato a Certaldo (Fi) il giorno 11 agosto 1945 e, nel 1969, si è laureato in Fisica presso l’università “la Sapienza” di Roma. Fino alla sua andata in pensione nel 2010 ha svolto, presso il Centro ENEA di Frascati, oltre a vari incarichi direttivi, attività di ricerca teorica e sperimentale nel campo dell’ottica quantistica (in particolare sui laser ad elettroni liberi) e degli acceleratori di elettroni (con particolare riguardo alle sorgenti di luce di sincrotrone). Nel corso dei suoi 40 anni di lavoro presso l’ENEA ha poi sviluppato molteplici interessi su varie problematiche, che coltiva ora privatamente dopo il suo ritiro dal mondo del lavoro attivo, come, in particolare riguardo alla nascita nei sistemi classici del caos deterministico, fenomeno che ha visto manifestarsi con particolare evidenza nella dinamica di fasci di particelle cariche all’interno di macchine acceleratrici.

Il Fuoco, l’elemento rubato agli Dei: dal Mito al Futuro
Intermezzi musicali:
Carla Costigliola – Voce solista
Mario Albanesi – Chitarra
Fabio Colatosti – Percussioni

Secondo i miti più antichi, il fuoco ha origine divina, non umana. Per questo gli uomini hanno dovuto in qualche modo "rubare" il fuoco agli dei.
Empedocle considerò il fuoco uno dei quattro elementi costituitivi dell’universo, insieme all’aria, l’acqua e la terra: “la quadruplice radice di tutte le cose”.
Nel seminario si parlerà all’inizio di come Mito, Religione e Filosofia hanno visto il Fuoco, poi di come, nei millenni, l’uomo abbia imparato a procurarsi il fuoco e a maneggiarlo e usarlo in sicurezza e di come, in conseguenza di ciò, sia stata profondamente influenzata l’evoluzione umana.
Il seminario continua affrontando gli aspetti scientifici: cosa è realmente il fuoco, sia quello “chimico” (la combustione) sia quello “fisico” (il fuoco “nucleare”), per poi affrontare un aspetto drammatico del fuoco quando ci sfugge di mano: “l’incendio”.
Il seminario termina affrontando il tema dell’utilizzo dell’energia nucleare, sia da “Fissione” sia da “Fusione”. L’argomento sarà affrontato dal punto di vista scientifico, senza entrare né negli aspetti puramente “tecnici ed economici” né in quelli specificatamente “politici e sociologici".
Si terminerà con una escursione “fantascientifica”.

PRESENTAZIONI

 

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23/10/2015
Alfonso Pascale

Presidente di CeSLAM (Centro Sviluppo Locale in Ambiti Metropolitani). Si occupa di agricolture civili e innovazione sociale. Ha pubblicato numerosi saggi, tra cui Partire dal territorio (RCE 2002), Il ’68 delle campagne (RCE 2004), Radici & Gemme. La società civile delle campagne dall’unità ad oggi (2013). Nel 1977 è stato tra i fondatori della Confederazione Italiana Agricoltori, in cui ha svolto il ruolo di vice presidente nazionale (1992-2002). Nel 2005 ha fondato la Rete Fattorie Sociali di cui è stato presidente fino al 2011. Ha un sito personale www.alfonsopascale.it .

Lotte sociali, competenze e politica della Riforma Agraria degli anni ’50
La Riforma Agraria fu l’esito di aspre lotte sociali e agì come testa d’ariete: il latifondo venne trasformato e l’Italia si poté definire paese industriale. La cultura agronomica ed economico-agraria, nonché quella nel campo dell’ingegneria idraulica, svolsero una funzione decisiva nell’influenzare le decisioni politiche che guidarono la modernizzazione. Ispirandosi ad un filone di pensiero e di azione che proveniva da Cattaneo, Jacini, Nitti e Serpieri, le competenze agronomiche ed economico-agrarie svilupparono un approccio territoriale allo sviluppo e si aprirono al confronto interdisciplinare con le scienze sociali (sociologia rurale, antropologia culturale e psicologia sociale). Ma la scelta di un’industrializzazione forzata dall’alto interruppe quell’approccio innovativo, frantumò ed emarginò quelle competenze e fu alla base dei successivi squilibri sociali, economici, territoriali e ambientali.

PRESENTAZIONI VIDEO

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30/10/2015
Rocco Rorandelli

È nato a Firenze (1973). Dopo il dottorato in biologia, nel 2006 ha iniziato a dedicarsi professionalmente alla fotografia, prediligendo temi sociali ed ambientali. Le sue immagini sono state utilizzate per campagne di sensibilizzazione da varie organizzazioni internazionali e sono comparse su numerose testate giornalistiche, tra cui Le Monde Magazine, Le Figaro Magazine, GEO France, Paris Match, Der Spiegel, Newsweek, The Wall Street Journal, D di Repubblica, L’Espresso, Vanity Fair, L’Europeo, Io Donna, Corriere della Sera Magazine, Elle France, Monocle. Vincitore di numerosi premi e grant, è tra i membri fondatori del collettivo TerraProject.

Dietro la cortina di fumo: l’industria del tabacco
L’apparente semplicità di una sigaretta e la complessità dell’industria che la produce rappresentano il punto di partenza della mia personale indagine visiva sull’industria globale del tabacco. Visitando Cina, India, Indonesia, Bulgaria, Germania, USA, Nigeria, Italia e Slovenia ne ho raccontato vari aspetti: le difficoltà economiche dei coltivatori, gli abusi cui sono esposti i lavoratori, l’inquinamento, il disboscamento, la dipendenza economica che alcuni distretti hanno verso questa industria, i programmi di crop substitution messi in atto in Cina, lo sfruttamento della manodopera nella manifattura di sigarette, i centri di ricerca sul tabacco, le strategie di lobbying delle Big Tobacco, l’aggressività delle tecniche di marketing e le conseguenze sanitarie del consumo di tabacco. Le immagini così raccolte sono state pubblicate su settimanali italiani e stranieri.

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06/11/2015
Angela Farina

Laureata in Scienze Forestali presso l’Università degli Studi di Firenze, è funzionario dirigente del Corpo Forestale dello Stato, dove presta servizio dal 1989. Nel corso della sua carriera è stata impegnata in attività di polizia finalizzate al contrasto degli illeciti e dei reati a danno dei boschi, di prevenzione e lotta agli incendi boschivi, di monitoraggio e di inventario forestali. Al momento è responsabile del coordinamento delle attività di censimento degli alberi monumentali italiani. Collabora da tempo con le amministrazioni locali – tra cui il Comune di Roma – per le attività collegate alla gestione del verde pubblico relativamente alla sua componente arborea.

Presentazione del Volume: Alberi in posa. Rassegna di opere – d’arte figurativa dal 1800 ad oggi
L’albero è stato considerato dai pittori di ogni tempo soggetto prediletto di rappresentazione: ogni epoca ha definito il suo modo di raffigurarlo in modo peculiare, scelto di utilizzarlo diversamente nella composizione del paesaggio e perfino optato per la sua completa autonomia da questo.
Il libro di Angela Farina ripercorre il “cammino” dell’albero nell’arte figurativa, nei suoi presupposti estetici e stilistici con l’obiettivo di risvegliare attraverso l’arte e le immagini proposte un sentimento di maggiore vicinanza e rispetto nei confronti di una componente cosi essenziale per la vita del Pianeta.

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13/11/2015
Sandro Dernini

Nel 1974 si è laureato in Scienze Biologiche all’Università di Cagliari; nel 1997 ha conseguito un Ph.D. art education alla New York University.
Negli anni 80 ha dato vita ad una iniziativa d’arte e scienza, Plexus International, che continua ad operare realizzando, in varie parti del mondo, numerosi eventi sperimentali.
Dal 2002, è il coordinatore del Forum sulle Culture Alimentari Mediterranee, da lui fondato, che nel 2009 ha promosso la revisione della piramide della dieta mediterranea, senza il copyright americano.
Nel 2006, ha dato vita al Centro Interuniversitario Internazionale di Studi sulle Culture Alimentari Mediterranee (CIISCAM), con sede amministrativa presso l’Università La Sapienza di Roma, del quale è stato coordinatore fino al 2012.
Dal 2007 al 2010, come esperto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, ha contribuito alla redazione del dossier tecnico di presentazione da parte del Governo Italiano della candidatura all’UNESCO della Dieta Mediterranea.
Dal 2007 al 2011, è stato a capo della segreteria tecnica del Presidente dell’Istituto Nazionale di Ricerca per la Nutrizione e gli Alimenti (INRAN).
Dal 2010 è consulente della FAO sui sistemi alimentari sostenibili e diete sostenibili, ed in particolare per la Dieta Mediterranea come modello di studio per la valutazione della sostenibilità delle diete.
Nel 2014 ha promosso la costituzione della Fondazione Internazionale della Dieta Mediterranea (IFMeD), con sede a Londra, di cui è segretario generale.

Diete sostenibili. Il Modello Med Diet 4.0
Vi è un crescente riconoscimento accademico ed istituzionale della complessità del definire e valutare la sostenibilità, congiuntamente alla crescita delle evidenze scientifiche che mostrano l’insostenibilità degli attuali sistemi alimentari, sia nei consumi che nelle produzioni.
Il modello Med Diet 4.0 è stato sviluppato all’interno della collaborazione in atto FAO / CIHEAM sulla dieta mediterranea come modello di dieta sostenibile, nel contesto della sostenibilitàdei sistemi alimentari.
“Il Med Diet 4.0” è stato concepito dall’autore come un nuovo modello interdisciplinare per lo studio e valorizzazione della dieta mediterranea, in cui le altre sue tre dimensioni legate alla sostenibilità, ambiente, economia e socio-cultura, sono incorporate contemporaneamente ed in modo paritetico con la dimensione “salute e nutrizione”. Questo un approccio metodologico a quattro dimensioni proposto dal Med Diet 4.0 mira a rivitalizzare la dieta mediterranea, non semplicemente come una dieta salubre, ampiamente documentata per i suoi benefici, ma come un comportamento alimentare sostenibile che fa bene non solo all’individuo ma anche alla comunità e al pianeta.
La dieta mediterranea è sempre meno seguita dalle popolazioni Mediterranee che mostrano dei consumi alimentari sempre piu’ insostenibili. In tale contesto l’approccio interdisciplinare sulla dieta mediterranea proposto dal modello Med Diet 4.0 può ricoprire un ruolo molto importante per la sua salvaguardia nel contesto del miglioramento complessivo della sostenibilità dei consumi e delle produzioni dei sistemi alimentari Mediterranei.
A tal fine è auspicabile l’avvio di programmi e progetti di ricerca trans-settoriali interdisciplinari per lo sviluppo metodologico del modello Med Diet 4.0, identificando i più appropriati indicatori e i loro criteri di aggregazione per valutare congiuntamente la sostenibilità delle 4 dimensioni individuali proposte, da essere però anche investigate sinergicamente insieme e non separatamente.

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27/11/2015
Filippo Silvestri

Laureato a Bari in ingegneria meccanica, si trasferisce a Roma per lavorare, presso il CNEN-Disp, al Programma Nucleare Italiano. Dopo una prima esperienza come controllore nel campo della Garanzia della Qualità, passa ad occuparsi delle logiche dei sistemi di sicurezza: rivelatori di idrogeno, ECCS, etc. Dall’inizio degli anni ‘90 ha avuto ruoli gestionali nell’ambito delle iniziative nazionali per il Mezzogiorno e dei programmi energetici dell’ENEA. Ha seguito, da un punto di vista organizzativo e istituzionale, le varie leggi e decreti di riordino dell’Ente, e, negli ultimi anni, l’applicazione al personale delle prescrizioni di spending review. Si interessa di letteratura e di storia della scienza e della tecnologia. Fa parte dell’Associazione I SETTE ed è socio della Casa di Dante in Roma.

La tecnologia nella Divina Commedia
La Divina Commedia si pone al culmine di quel periodo d’intenso sviluppo – sociale, culturale e tecnico – dell’Europa tardo-medievale, che fu propedeutico all’avvento dell’evo moderno. Dante è un testimone d’eccezione di quell’epoca (a cavallo tra XIII° e XIV° secolo), che ci restituisce vitale e drammatica nella sua interezza. Infatti la Commedia è un poema enciclopedico in cui è presentato tutto lo scibile dell’epoca: teologia, morale, storia, politica, diritto, poesia, astronomia, fisica, tecnologia. L’intervento proposto si sofferma su quest’ultimo aspetto, abbastanza trascurato dai letterati, utile per capire sia alcuni particolari delle tecniche medievali, sia la diffusione delle stesse nel tessuto sociale: non va dimenticato che Dante usa il volgare fiorentino proprio per assicurare la massima diffusione al suo poema. Vi sono un’ottantina di episodi nei quali la tecnologia contribuisce a descrivere e risolvere l’azione e vediamo macchine in movimento, fornaci ardenti dove metalli e vetri sono lavorati, navi in navigazione e costruzione, telai in azione, fortezze su montagne, esperimenti con specchi, dighe che respingono il mare, balestre che si rompono sotto tensione.
Nell’economia dell’intervento non possono essere esposti tutti questi aspetti. Per cui ci si limiterà ad illustrare due aspetti generali, ma significativi, dal punto di vista della storia della tecnologia:

  • Il moto delle macchine e i personaggi del poema
  • Dante e le fornaci medievali

Inoltre esamineremo due episodi particolari e le ipotesi che la critica dantesca ha sviluppato specie nell’ultimo secolo:

  • Il naufragio di Ulisse come trasposizione poetica delle prime, sfortunate, esplorazioni al di là dello stretto di Gibilterra, lungo la costa africana
  • La lavorazione del lino e le pectatrici (pettinatrici) del Bulicame: la pozza d’acqua sulfurea alle porte di Viterbo, dalla quale esce un ruscello dove venivano messe a macerare le fibre del lino.
PRESENTAZIONI

 

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04/12/2015
Angelo Moreno

Angelo Moreno è nato a Napoli l’8 luglio 1950, si è laureato in Ingegneria Chimica presso il Politecnico di Napoli, lavora all’ENEA dal 1979. Ha operato per circa 20 anni nel campo del nucleare occupandosi principalmente delle problematiche legate al ciclo dei rifiuti radioattivi. Dal 1995 lavora nel campo dell’idrogeno e celle a combustibile. È stato coordinatore di diversi progetti europei e nazionali riguardanti tali tematiche ed è membro di diverse organizzazioni Europee ed internazionali IEA, IPHE, FCH-JU. È presidente di H2IT, l’associazione italiana Idrogeno e celle a Combustibile. Fa parte di numerosi gruppi di lavoro italiani ed internazionali riguardanti idrogeno e celle. È autore di numerosi articoli e qualche libro riguardante gli argomenti di cui sopra. È membro di comitati scientifici di diverse conferenze internazionali ed è il chairman della European Fuel Cell – Piero Lunghi Conference

Il futuro a idrogeno tra speranza e realtà
Il cambiamento climatico, la eccessiva dipendenza dai combustibili fossili, la salvaguardia della salute dell’uomo e dell’ambiente che passa anche attraverso la garanzia della qualità dell’aria, ci pongono davanti a grandi sfide che presuppongono un approccio integrato e l’evoluzione degli attuali sistemi ed implicano delle risposte complesse con l’adozione di nuove tecnologie.
L’idrogeno in combinazione con le celle a combustibile potrebbe essere un’ottima risposta alle esigenze che nascono per un pieno e rapido passaggio dall’odierno sistema energetico e dei trasporti ad uno “green and clean” a zero emissioni.
Il “treno” per lo sviluppo e la commercializzazione di tali tecnologie sta partendo, l’Italia rischia di perderlo se non colma in tempo utile il gap con il resto dell’Europa e del mondo dove le cose si stanno muovendo rapidamente.
La presentazione darà degli spunti di riflessione su quadro di riferimento e sulle risposte alle sfide che abbiamo davanti. Dettagli saranno dati sullo stato dell’arte nel mondo ed in Italia sullo sviluppo delle tecnologie idrogeno e celle a combustibile. Una particolare attenzione verrà data alla possibilità di accoppiare tali tecnologie con le tecnologie di valorizzazione energetica delle biomasse: uso del biogas da digestione anaerobica e uso del syngas da gassificazione di biomasse lignocellulosiche

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11/12/2015
Giuseppe Gisotti

Geologo e forestale, è stato funzionario del Corpo Forestale dello Stato e poi dirigente del Servizio Geologico d’Italia. Membro della Commissione VIA del Ministero dell’ambiente, è stato docente di scienza del suolo e di geografia dell’ambiente e del paesaggio. Ha rappresentato il Governo nelle delegazioni ambientali presso l’OCSE e la UE, e il Servizio Geologico in Eurogeosurveys. È consulente tecnico per Pubbliche Amministrazioni e per la Magistratura. È autore di volumi inerenti la scienza del suolo, la valutazione d’impatto ambientale, il dissesto idrogeologico, le problematiche dell’inquinamento. Studioso di interazioni tra l’attività umana e l’ambiente, è considerato un antesignano della materia. E’ presidente della SIGEA Società Italiana di Geologia Ambientale.

Paolo Cornelini
Ingegnere civile (1971) e Dottore in Scienze Naturali (1986). Ingegnere del Servizio Lavori delle Ferrovie dello Stato e Responsabile dell’Attività Ambiente dell’Istituto Sperimentale FS (1975-1993). Libero professionista dal 1994. Esperto della Segreteria Tecnica DIFESA DEL SUOLO e Consulente Tecnico della Commissione VIA Speciale del Ministero dell’Ambiente (1998-2006). Autore di oltre 100 pubblicazioni nel settore della progettazione ambientale e dell’ingegneria naturalistica. Dal 2006 Professore a contratto di corsi di Ingegneria Naturalistica nelle Facoltà di Agraria dell’Università della Tuscia, di Architettura L. Quaroni dell’Università di Roma e di Scienze dell’Università dell’Aquila. Presidente della Sezione Lazio dell’Associazione Italiana per l’Ingegneria Naturalistica e Vice Presidente Nazionale dell’Associazione.

Civita, la città che muore: idee per salvarla
Civita di Bagnoregio e il territorio circostante noto come Valle dei Calanchi rappresentano un’area di interesse culturale e paesaggistico straordinariamente rilevante da valorizzare e salvaguardare, con caratteri che la rendono quasi unica a livello nazionale e internazionale. Tali caratteristiche sono:

  • gli aspetti paesaggistici, ossia la scoscesa rupe tufacea su cui giace l’antichissimo abitato, di origine etrusca, circondata da calanchi, aspetto questo che la fece scegliere, fin dai tempi della sua fondazione, proprio per la quasi inaccessibilità del sito;
  • la struttura urbanistica e architettonica dell’abitato, rimasta pressoché integra nei secoli; inoltre gli edifici di Civita sono stati costruiti utilizzando la roccia in posto, ossia i tufi vulcanici, e questo contribuisce a creare lo stretto legame paesaggistico fra l’artificiale e il contesto naturale che lo circonda;
  • la varietà, la rapidità, e l’elevata diffusione dei fenomeni di instabilità dei versanti, una specie di museo all’aperto di vari processi geomorfologici;
  • la possibilità di ricostruire con rara precisione il susseguirsi, nel corso degli ultimi 300 anni, delle modificazioni indotte dalla evoluzione geomorfologica sul nucleo urbano  e sulle infrastrutture;
  • l’elevato valore vegetazionale e faunistico della valle dei Calanchi.

Per tutti questi caratteri, l’area di Civita è un vero museo all’aperto dei vari aspetti sopra citati, tanto è vero che è oggetto di studio da parte di specialisti di varie discipline.
La conferenza illustra questi aspetti di Civita, con particolare riguardo ai fenomeni di dissesto idrogeologico che minacciano l’insediamento e al ruolo che le piante possono svolgere nel rinsaldamento delle pendici argillose che sostengono la placca tufacea, pendendo anche lo spunto dal recente Convegno che si è tenuto a Bagnoregio il 31 ottobre 2015.

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PROGRAMMI DEI PRIMI OTTO CICLI
CICLO PROGRAMMA PRESENTAZIONI

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