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La Corrente del Golfo

Il tutto è iniziato nel giugno di alcuni anni fa, in cui l’Ufficio Meteorologico della Marina degli Stati Uniti aveva segnalato una piccola variazione di circa un grado verso sud della Corrente del Golfo, al largo della Florida, nell’Atlantico.

Come è ben noto, la Corrente del Golfo nasce nel golfo del Messico e poi si spinge verso oriente, attraversando l’Atlantico, per arrivare in Europa all’altezza della Manica, tra Francia ed Inghilterra, arrivando poi fino al Mar Baltico a riscaldare le acque e le terre fino alle aree scandinave.

La corrente, che attraversa l’Atlantico, può essere osservata dagli aerei anche per il colore azzurro più scuro, legato verosimilmente ad una temperatura più elevata delle sue acque. E’ come un fiume che attraversa l’Atlantico, convogliando una enorme massa l’acqua con temperatura più elevata rispetto a quelle circostanti.

L’osservazione dei meteorologi della Marina era stata considerata come una curiosità e quindi era passata quasi inosservata.

Tuttavia, dopo poco tempo, negli inverni successivi, le condizioni climatiche generali delle coste del sud dell’Inghilterra e del nord della Francia erano risultate più fredde del solito, con un abbassamento della media di alcuni gradi.

Nel frattempo era stato osservato che la direzione della Corrente del Golfo, alla fine della traversata dell’Atlantico, si era man mano spostata verso sud, per arrivare allo stretto di Gibilterra, tra la Spagna ed il Marocco.

Conseguentemente, si erano man mano intensificate le piogge nel sud della Spagna ed in tutta l’area nordafricana, fino ad interessare la parte nord del Sahara.

Nel frattempo le regioni inglesi e scozzesi e le coste del nord francesi, belghe, olandesi, tedesche, danesi e scandinave avevano subito un notevole abbassamento medio delle temperature, specialmente invernali, ormai paragonabili a quelle del nordamerica Statunitense e Canadese dislocate sullo stesso parallelo.

In poche stagioni tutta la fascia nordeuropea aveva constatato una notevole moria di specie vegetali, particolarmente perenni, legate alle sempre più intense e persistenti gelate invernali. Particolarmente l’agricoltura e le attività correlate stavano subendo danni sempre più ingenti, mentre la fascia dei territori sud mediterranei stavano godendo di precipitazioni sempre più crescenti e regolari.

L’Anticiclone delle Azzorre restava nel periodo estivo sempre più limitato verso Est e l’Anticiclone africano non si spingeva più come prima verso nord nel periodo estivo. Un buon terzo della fascia Sahariana settentrionale stava diventando sempre più umida e temperata, mentre la fascia Nordeuropea risultava sempre più fredda.

Le popolazioni nord europee stavano, dopo pochi anni, soffrendo un forte calo delle temperature invernali che richiedeva un forte aumento dei consumi energetici ed una forte diminuzione delle produzioni alimentari di base.

Particolarmente le aree scozzesi e scandinave si erano ritrovate in fortissimo disagio ambientale, anche perché le aree più settentrionali subivano di fatto la condizione di “permafrost” presenti precedentemente nelle aree siberiane e del nord del Canada.

Tutto ciò mentre le aree nordafricane stavano godendo di un ambiente più fresco ed umido, per cui l’Agricoltura, in particolare, stava godendo di uno sviluppo mai visto nei secoli precedenti.

In seguito a tali eventi, man mano, la popolazione nordeuropea stava cercando di migrare verso sud per avere condizioni ambientali di vita più favorevoli.

In particolare molti giovani nordeuropei vedevano il rinverdimento delle aree già nord-sahariane come un miraggio per poter godere un futuro migliore.

Prevalentemente dallo stretto di Gibilterra e dalla Sicilia, erano sempre più frequenti le partenze di migliaia di nordeuropei verso l’Africa a bordo di barche e gommoni verso il Marocco, l’Algeria, la Tunisia e la Libia in particolare.

Tutto ciò stava provocando, in particolare, grossi problemi ai Governi di tali Paesi, in quanto le popolazioni locali non vedevano di buon occhio tali migrazioni di massa incontrollate. Infine, i Governi nordafricani, avevano deciso di porre limiti e condizioni ben severi per controllare e limitare tali migrazioni di massa da parte di giovani biondi che potevano contribuire a limitare le possibilità di lavoro e di guadagno e ad alterare l’equilibrio e la natura delle popolazioni locali.

Oggigiorno il problema è sempre aperto e per ora non si prevedono facili soluzioni.

Del resto migrazioni di massa, in particolare di popoli europei, si sono verificati anche in un recente passato verso le Americhe, l’Australia, la Nuova Zelanda, ecc. creando nuove situazioni, ma anche contribuendo allo sviluppo della civiltà attuale. Ai posteri l’ardua sentenza. (15.10.2022)

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