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La sconfitta della Juventus e la vittoria dell’ISIS a Torino

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La notte del 3 giugno 2017, passerà alla storia non tanto per la netta sconfitta della Juventus da parte  del Real Madrid, per un pesante 4-1, nella trasferta in Gran Bretagna, quanto per la contemporanea vittoria dell’ISIS, a Torino, che ha provocato 1507 feriti.

Nell’ormai lunghissima serie di attentati promossi in tutti i continenti dai seguaci dello Stato Islamico, dopo il proclama del Califfato della Siria, dell’Iraq e del Levante, nel  2014 (ISIS), che ha come obiettivo la conquista di Roma, non  si era mai registrato un numero così elevato di persone che hanno dovuto ricorrere a cure ospedaliere.

La guerra religiosa scatenata, secondo le antiche regole chiaramente indicate ed accettate  dalla maggior parte delle numerose matrasse coraniche presenti in tutti i continenti, per portare alla purificazione del mondo mussulmano, non è stata sufficientemente considerata in Europa ed, in particolare, in Italia.

La Chiesa cattolica aveva cercato di far comprendere il pericolo della guerra di religione per la sopravvivenza  della civiltà occidentale e Papa Benedetto XVI a Ratisbona   aveva  chiesto  con forza che la diffusione delle fede non avvenisse  con l’impiego della violenza, mentre Papa Francesco non ha esitato a riconoscere prontamente l’inizio del terzo conflitto mondiale, recandosi con grande coraggio al Cairo, in difesa delle martoriate comunità cristiane.

Il vortice provocato, in nome di Allah, dall’azione dell’ISIS è perfettamente riuscito, grazie all’impiego strategico del terrorismo ed alla diffusione del panico nelle aree sensibili, costringendo tutti i Paesi europei e non solo, ad  affrontare ingentissime spese per la sicurezza delle popolazioni.

A Torino, è bastato un petardo piazzato in una bottiglietta di vetro per scatenare l’isteria collettiva, a Nizza un camion sulla croisette, a Londra un furgone ecc,per  rovinare centinaia di famiglie.

Il rapporto tra il modesto costo dell’azione terroristica e quello elevato delle misure di prevenzione,lascia all’ISIS un significativo e duraturo margine di vantaggio.

Se il nostro Governo tenesse presente  che l’obbiettivo principale dell’ISIS è Roma, forse qualche misura  di contrasto all’operato degli islamici andrebbe presa.

2. E’ vero che l’Italia è schierata a fianco delle Forze Alleate in vari Paesi, ma purtroppo godiamo del privilegio, per ragioni umanitarie ,di  ricevere ogni giorno migliaia di islamici provenienti dal continente africano e da quello asiatico, che dovrebbero trovare una rapida collocazione anche in altri paesi del mondo.

In pratica ,siamo rimasti i soli ad affrontare una marea crescente di emigranti che cercano di migliorare le loro condizioni di vita.

Che si può fare?

Cercare di applicare la legge di reciprocità con i paesi di origine.

Noi non possiamo costruire chiese nei paesi mussulmani ed allora non ci dovrebbero essere nuove moschee in Italia.

Dovebbe venire vietato l’ingresso in Italia di migranti che provengono da paesi in cui i cristiani sono perseguitati od uccisi ed immediatamente rispediti con i mezzi della marina militare ai porti di imbarco.

All’Ungheria è stata riconosciuta la possibilità di difendersi prima di venire travolta,altrettanto dovrebbe essere applicato in sede  europea all’Italia.

Gli esempi della Francia e dell’Inghilterra ci  insegnano come l’integrazione che  avevano praticato fino ad ora è fallita e che appare urgente e necessario studiare nuovi modelli che offrano migliore garanzia, come ha fatto la Svizzera.

In sintesi, come diceva Bartali “l’è tutto da rifare”!

11.06.2017

The Garden Gate at Vetheuil  - Claude Monet

The Garden Gate at Vetheuil – Claude Monet

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