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Il futuro dell’anguilla

Il dottor Oliviero Mordenti, con il suo gruppo di ricercatori dell'Università di Bologna, ha messo a punto un protocollo in grado di riprodurre in cattività questo pesce a rischio di estinzione.

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E’ noto a tutti che le anguille migrano fino al Mar dei Sargassi per riprodursi, e che tale ciclo biologico, da ritenersi per alcuni versi ancora misterioso, non ha mai fatto intravedere alternative.

L’intervento dell’uomo ha dovuto, pertanto, limitarsi a sfruttare il reperimento in natura del novellame, rientrato da un viaggio di oltre due anni, le “ceche”, successivamente svezzate e ingrassate in vasca utilizzando non acqua marina o salmastra ma dolce, con lo scopo di accelerarne l’accrescimento.

Attualmente, l’anguilla europea è una delle più pregiate specie ittiche oggetto d’allevamento che, per decenni, ha rappresentato un esempio di prodotto d’alta qualità nelle aree vallive del Nord Adriatico, raggiungendo il suo apice negli anni Novanta del secolo scorso, con allevamenti intensivi. In questi ultimi anni, tuttavia, si è registrato un decremento significativo delle risorse, dovuto a cause multifattoriali di origine antropica, che hanno avuto un duro impatto sulla capacità riproduttiva naturale di questa specie….

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