Decolla la “Food Coalition” promossa dall'Italia e guidata dalla FAO in risposta all’emergenza COVID-19


L’iniziativa “Food Coalition” in risposta all’emergenza COVID-19, lanciata dal governo italiano e guidata dalla FAO, sta entrando nella fase decisiva con l’adesione di nuovi paesi intenzionati a contrastare gli effetti avversi dell’attuale pandemia nel medio e lungo termine sui sistemi alimentari e sull’agricoltura.

Presentata lo scorso giugno, la Coalizione è un meccanismo multilaterale e multisettoriale inteso a mobilitare assistenza a livello politico, finanziario e tecnico a sostegno dei paesi colpiti dall’emergenza in corso. L’iniziativa offrirà una piattaforma per promuovere il dialogo tra soggetti diversi, tra cui il settore privato, la comunità accademica, le organizzazioni degli agricoltori, la società civile, i governi, le organizzazioni non governative (ONG) e altri, con il fine ultimo di reagire all’impatto negativo della pandemia COVID-19 sui sistemi alimentari confezionando risposte che dovranno essere specifiche per ogni paese.

La Coalizione fungerà inoltre da forum per lo scambio di idee e conoscenze tra vari paesi, grazie al quale sarà possibile individuare soluzioni per i membri alle prese con difficoltà analoghe al momento di affrontare le ripercussioni della pandemia sui sistemi alimentari e sull’approvvigionamento di derrate alimentari.

Sono più di 35 le nazioni di tutto il mondo che finora hanno aderito o offerto sostegno alla Coalizione.

Oltre a essere fonte di grande preoccupazione per l’opinione pubblica, la pandemia COVID-19 può rappresentare una grave minaccia per la sicurezza alimentare mondiale. L’impennata dei tassi di disoccupazione, le perdite di reddito e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari stanno ostacolando l’accesso al cibo nei paesi in via di sviluppo così come nei paesi industrializzati, con effetti di lunga durata sulla sicurezza alimentare e sulle economie nazionali, che rischiano di sprofondare nella recessione.

Secondo le più recenti stime della FAO, ancor prima che le ripercussioni della pandemia COVID-19 si facessero sentire sui sistemi alimentari mondiali e sui mezzi di sussistenza di milioni di persone all’inizio dell’anno, quasi 690 milioni di personeandavano a letto affamate. Di queste, 135 milioni erano in pericolo di morte per fame, mentre altri 183 milioni rischiavano di precipitare nel baratro della fame estrema se esposti a un ulteriore fattore di stress. Questi dati sono allarmanti soprattutto alla luce dell’evolversi della pandemia.

Altrettanto incalzante appare la minaccia posta dall’epidemia alle situazioni critiche preesistenti, tra cui conflitti, disastri naturali, cambiamenti climatici, infestazioni e malattie, che già stanno mettendo a dura prova i nostri sistemi alimentari creando sacche di insicurezza alimentare in tutto il pianeta.

“A fronte dell’attuale emergenza, la ‘Food Coalition’ appoggerà le attività promosse dalla FAO per riportare i paesi sulla strada giusta per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile in materia di lotta alla fame e alla malnutrizione” ha dichiarato il Direttore generale aggiunto della FAO, Beth Bechdol. “Invitiamo tutti i nostri Membri ad aderire all’iniziativa, che rappresenta un approccio esemplare per attrarre capitali e volontà politica ad alto livello allo scopo di evitare che la crisi sanitaria provocata dalla pandemia diventi anche una crisi alimentare.”

“La dimensione ormai mondiale della pandemia impone un rinnovato impegno per eliminare la fame nel mondo” ha ricordato Emanuela Del Re, Vice Ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale del governo italiano. “Per tale ragione l’approccio adottato dalla cooperazione italiana punta a consolidare il nesso tra intervento umanitario e sviluppo, creando sistemi alimentari resilienti e rafforzando le filiere alimentari sostenibili. Proseguiremo il percorso avviato accordando sostegno all’ulteriore sviluppo dell’iniziativa ‘Food Coalition’ della FAO promossa dall’Italia.”

“Desidero esprimere la mia profonda soddisfazione nel constatare che la proposta italiana di istituire una ‘Food Coalition’ continua a ricevere il pronto appoggio di così tanti paesi tra cui Stati Uniti d’America, Nigeria, Paesi Bassi, Argentina, Egitto e altri che stanno manifestando il proprio interesse in queste ore” ha dichiarato Marina Sereni, Vice Ministra per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale del governo italiano.

Rinnovamento dell’impegno comune a far fronte alle ripercussioni di lungo termine della pandemia COVID-19

Per ridurre al minimo le conseguenze di lunga durata dell’emergenza in corso, la Coalizione sosterrà gli sforzi profusi dalla FAO non soltanto per far fronte alle perturbazioni provocate dalla pandemia COVID‑19, ma anche per promuovere sistemi di produzione alimentare resilienti e sostenibili, migliorare l’alimentazione e aumentare la produttività agricola e i redditi dei piccoli agricoltori, soprattutto delle aziende agricole gestite da donne, giovani, popolazioni indigene e nuclei familiari.

La “Food Coalition”, andando a integrarsi al Programma globale di risposta e ripresa della FAO, avviato all’inizio di questo mese per intervenire in sette ambiti prioritari fondamentali, beneficerà anche dei progressi compiuti in seno a questa iniziativa.

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