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Pesche/nettarine: cosa resterà dopo la ‘legnata’ di quest’anno? Un problema anche europeo. Ma l’Europa c’è? 

Dice bene sul Corriere della Sera (27 agosto) Ferruccio de Bortoli: l’Europa sta messa un po’ meglio di qualche tempo fa, quando sembrava sul punto di soccombere all’onda dei nazionalismi e populismi. I dati economici sono incoraggianti, l’euro corre ma l’export italiano non ne risente. Ma… “E’ una ripresa che crea poca occupazione…ed è questo il principale problema”. Ecco il punto: se c’è un settore in cui la ripresa crea (o creerebbe) occupazione, questo è certamente l’ortofrutta, dove l’impiego di molta manodopera è strutturale. Invece siamo qui a piangerci addosso sull’ennesimo disastro della frutta estiva, in particolare pesche/nettarine, che dopo l’estate 2017 subiranno un ulteriore colpo di grazia in termini di superfici e produzione. Ho letto anche con attenzione l’intervista del presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo (Italiafruit, 23 agosto). Penso che l’avranno letta anche tanti dirigenti di cooperative e imprese che hanno in tasca la tessera Coldiretti.

Interessante capire cosa pensa il n.1 della organizzazione agricola più potente e influente del paese della ennesima crisi della frutta estiva con prezzi crollati a minimi indecenti e la necessità di ricorrere ai vecchi sistemi dell’Europa “che fu” cioè il ritiro del prodotto (solo un palliativo, come sempre). Ricordiamo tutti i tempi in cui al Macfrut Coldiretti chiamava a raccolta il suo ‘popolo’ per spiegare che le imprese cooperative non facevano l’interesse del produttore in termini di remunerazione del prodotto. Se ben ricordo, fu lanciata anche una nuova centrale cooperativa (Uecoop) proprio per invertire la rotta. Poi il progetto si è spento, di Uecoop si sono perse le tracce…

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Irises in Monet's Garden - Claude Monet

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