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Lavoro, Confprofessioni al ministro Orlando: equo compenso, stop alla doppia tassazione sulle casse e una legge sulla rappresentanza contrattuale

Il presidente Stella in video conference al tavolo delle parti sociali convocato oggi dal ministro del Lavoro. Le priorità della Confederazione: più flessibilità sui contratti a tempo determinato, incentivare gli aumenti da rinnovi contrattuali, rafforzare le politiche attive.

Milano, 22 febbraio 2021. «Definire una volta per tutte gli aspetti economici dell’equo compenso per i liberi professionisti, eliminare la doppia tassazione sulle Casse di previdenza private per liberare le risorse da destinare al welfare, rafforzare l’Iscro per i professionisti iscritti alla gestione separata dell’Inps e riservare un iter rapido al ddl su malattia e infortunio dei liberi professionisti, in questi giorni all’esame della Commissione Giustizia del Senato». Questi i temi caldi che coinvolgono i liberi professionisti portati oggi dal presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, al tavolo del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, durante la video conferenza con le parti sociali, nella quale ha annunciato un intervento per un ammortizzatore sociale unico.

Sui temi più specifici del lavoro, Confprofessioni – unica parte sociale riconosciuta del settore delle libere professioni –  ha chiesto «taglio della burocrazia sull’iter della proroga degli ammortizzatori sociali e più flessibilità per i contratti a tempo determinato, eliminando le causali per almeno i prossimi due anni». Secondo Stella, occorre poi «incentivare al massimo gli aumenti da rinnovi contrattuali mediante decontribuzione e defiscalizzazione e rendere più fluido il sistema delle politiche attive con la creazione di un’unica struttura di coordinamento». 

«Le trasformazioni del mercato del lavoro renderanno sempre più urgente la riqualificazione dei lavoratori e il possesso di competenze in continuo aggiornamento», ha aggiunto Stella. «Si tratta di un tema strategico per il Paese e in questa direzione è indispensabile il ruolo delle parti sociali che conoscono il mercato del lavoro di riferimento». Sul fronte contrattuale, Confprofessioni ha ricordato che «oggi in Italia ci sono 900 contratti e il rischio di dumping contrattuale è altissimo», ha concluso Stella, sottolineando l’urgenza di accelerare il percorso per una legge sulla rappresentanza contrattuale.

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