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Incendi boschivi e erosione del suolo

Sono ancora ben impresse nella mente le immagini trasmesse dai mezzi di comunicazione di massa circa i drammatici incendi di questa estate che hanno devastato il patrimonio forestale in vaste aree del nostro Paese. Sono ormai a tutti noti i danni provocati all’ambiente da questi incendi a cui, purtroppo, seguono irrimediabilmente forti perdite di suolo per erosione.
Fra le principali cause di degradazione dei suoli forestali è del tutto evidente, infatti, che gli incendi rappresentano i più rilevanti sistemi di degradazione la cui conseguenza, fra l’altro, è l’insorgere di fenomeni di erosione idrica, diffusa e incanalata, costituendo una forte minaccia rispetto alla funzione di protezione idrologica. Il passaggio di incendi, oltre che innescare fenomeni erosivi, causa forti alterazioni anche delle proprietà chimiche dei suoli, in particolare sulla sostanza organica e delle proprietà biologiche, in quanto distrugge gli esseri viventi alla superficie del suolo, alterando fortemente l’attività microbica. 
La sostanza organica può, infatti, avere una duplice azione e cioè quella di assorbire acqua, ma talvolta ha anche proprietà idrofobiche che limitano l’infiltrazione dell’acqua. 
Durante il passaggio del fuoco una parte della sostanza organica bruciando evapora mentre un’altra parte si liquefa e migra nel profilo del suolo per poi solidificarsi e cementarsi con le particelle minerali in strati, pressoché paralleli alla superficie, quando il gradiente di temperatura si abbassa, come evidenziato in queste immagini: 

Queste foto rappresentano proprio microfotografie di sezioni sottili verticalmente orientate, preparate da campioni indisturbati prelevati nello strato superficiale (0-5 cm) di un suolo forestale sabbioso. A sinistra il suolo in condizioni normali in cui le parti scure rappresentano la sostanza organica e le parti trasparenti i pori; a destra dopo il passaggio di un incendio in cui sono evidenti gli strati di colore nero di sostanza organica “carbonizzata”. Questi strati sono fortemente idrofobici per cui l’acqua non si infiltra ma ruscella in superfice innescando forti fenomeni erosivi.
In queste aree, infatti, la capacità di accettazione delle piogge diminuisce drasticamente proprio a causa della idrofobicità della sostanza organica e dell’aumento della frequenza, per effetto dei cambiamenti climatici in atto, di piogge violente che portano ad un intensificarsi del ruscellamento superficiale, fino ad arrivare, come conseguenza, a forme di erosione “catastrofiche” e a movimenti di massa.

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