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Il platano di Curinga vice campione europeo al concorso per l’albero monumentale del 2021

Pregio naturalistico e rarità botanica, maestosità e longevità. Il platano di Curinga, vicecampione al Concorso “European Tree of the Year”, racchiude in sé tutte queste caratteristiche che, insieme alla riconosciuta bellezza, gli hanno consentito di vincere precedentemente il titolo “Albero Italiano 2020” e di rappresentare il Paese nel concorso europeo 2021, di cui solo ieri si è appreso il risultato finale.

Con oltre 78mila voti, il platano millenario di Curinga (Calabria), considerato esempio di maestosità e longevità, è salito sul podio della competizione subito dopo il leccio spagnolo di Lecina e prima dell’antico sicomoro russo.

Promosso dall’Associazione Giant Foundation Trees Onlus, che si occupa della tutela e salvaguardia degli alberi monumentali, in collaborazione con la Direzione Centrale del Ministero delle Politiche Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali, il concorso ha avuto il pregio di far conoscere ed apprezzare, ad un pubblico sempre più vasto, il territorio, l’ambiente e la biodiversità.

Il millenario albero di Curinga, il platano più grande d’Italia, è definito dai botanici “monumento verde e silenzioso testimone secolare”, possiede straordinarie caratteristiche botaniche e agronomiche, ha una circonferenza di 14.75 metri ed un’altezza di 31.5 metri e presenta un tronco cavo con un’apertura larga più di 3 metri. Le misure sono state verificare e rilevate dai tecnici della onlus che ha promosso il concorso, che si sono recati sul posto, nella località Vrisi di Curinga in Catanzaro e ne hanno apprezzato il valore storico, ecologico e paesaggistico.

Intono a questo magnifico esemplare della natura, sono diverse le storie che vengono raccontate: gli anziani del territorio riferiscono che l’albero ha ospitato pastori che con i loro greggi hanno trovato nella sua cavità ospitalità da intemperie e aggressività climatiche.

Per la Calabria avere ottenuto questo riconoscimento a livello europeo, costituisce un motivo di orgoglio e rappresenta una occasione per lavorare in ottica di marketing territoriale e, quindi, turistica.

Tanti sono i luoghi incontaminati che presentano realtà botaniche e vegetazionali di interesse, che se opportunamente valorizzati e promossi, dopo la pandemia, potrebbero dar vita ad importanti presenze di turismo naturalistico attento interessato alla salubrità dei luoghi ed alla biodiversità di cui la Calabria è ricca.

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