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Festival della Meteorologia di Rovereto: focus sull’innovazione in agricoltura

Dal 18 al 20 Novembre 2021 si è tenuto il Festival della Meteorologia a Rovereto, momento unico a livello nazionale che ha riunito esperti del settore per confrontarsi sullo stato e sviluppo della meteorologia in Italia. All’interno del Festival, uno spazio importante è stato dedicato ad approfondire le sfide tecnologiche per la meteorologia in Agricoltura. L’agricoltura è infatti il settore più vulnerabile alle alterazioni climatiche e gli eventi estremi compromettono la resa delle produzioni e la sicurezza economica degli agricoltori. Nelle parole dei molteplici relatori ed esperti che hanno partecipato alla giornata, abbiamo sentito menzionare più volte il ruolo chiave che ha l’innovazione nel rispondere a questa nuova sfida. Le innovazioni tecnologiche sono e saranno sempre di più le protagoniste per produrre meglio, per ridurre il consumo di risorse naturali rendendo i sistemi agricoli più efficienti, per rendere più precise e puntuali le previsioni meteorologiche e consentire così una migliore gestione del rischio per gli agricoltori. Tra le innumerevoli soluzioni esistenti per il monitoraggio e la gestione delle risorse, una delle più innovative presentate durante il festival è la tecnologia CRNS (cosmic ray neutrons sensing), ((https://www.finapptech.com/)). In parole semplici, sono state sviluppate delle sonde capaci di intercettare i raggi cosmici che raggiungono di continuo la superficie terrestre e di determinare attraverso la loro interazione con le molecole di acqua, il contenuto di acqua presente nel terreno, nella biomassa delle piante e nella neve. Questa tecnica permette di supportare le già esistenti tecnologie disponibili, aggiungendo la possibilità di monitorare aree molto più vaste, coprendo una estensione in decine di ettari e raggiungendo una profondità di 50 cm. Questa tecnologia, permettendo un monitoraggio continuo, può essere uno strumento fondamentale per una gestione più precisa ed efficiente della risorsa naturale più preziosa: l’acqua.

In combinazione alla gestione delle risorse e alla previsione delle loro disponibilità, arriva poi di conseguenza la gestione del rischio. E’ fondamentale, afferma il Direttore Generale di Asnacodi Italia Andrea Berti, sviluppare un sistema di supporto economico e tecnico, che preveda i rischi economici, ambientali e sociali affrontati dagli agricoltori in uno scenario sempre più critico di cambiamento climatico. Per far evolvere le aziende con un carattere di resilienza, è fondamentale includere la gestione del rischio nei piani di sviluppo nazionale, strumento che anche l’Unione Europea ha promosso con carattere prioritario. Per sostenere gli agricoltori è anche necessario sviluppare un supporto tecnico-agronomico realizzato a priori per prevenire e limitare la vulnerabilità al rischio. All’interno dei piani di gestione del rischio gli agricoltori vengono messi al primo posto, per sviluppare in maniera co-partecipata soluzioni che rispondano alle esigenze territoriali più urgenti e rilevanti. Uno sviluppo futuro potrebbe essere quello di sfruttare le informazioni fornite da serie storiche e dati di precisione territoriale per sviluppare dei sistemi di previsione che prevedano in maniera precisa e localizzata il rischio e dunque calcolare il risarcimento in maniera specifica per tutti gli agricoltori del territorio italiano.

In conclusione a questa giornata si richiama il ruolo fondamentale delle amministrazioni, che hanno la responsabilità di creare uno spazio di dialogo e confronto in cui centri di ricerca, accademie, aziende private e agricoltori possano sviluppare in modo congiunto un piano di attuazione integrato. E’ da ricordare che l’innovazione deve essere pensata come uno strumento di miglioramento dei sistemi produttivi, uno strumento di supporto agli agricoltori per ottimizzare le attività agricole e ridurre l’utilizzo di risorse, ma che deve essere necessariamente integrata a pratiche agricole di rigenerazione agro-ecologica e di promozione della biodiversità agricola e naturale, per assicurare una resilienza a lungo termine, economica, ambientale e sociale.

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