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Digitalizzazione della produzione vitivinicola, una opportunità per la transizione ecologica del comparto

L’industria vitivinicola mondiale costituisce una delle più significative industrie agroalimentari ad alto valore aggiunto ed in molti Paesi, come ad esempio l’Italia, i suoi prodotti di eccezionale qualità sono fortemente legati alla tradizione e al territorio. Nonostante una generale contrazione della superficie vitata negli ultimi 20 anni, dovuta soprattutto ai cambiamenti climatici, l’analisi tecnico-economica della filiera vitivinicola mondiale al 2019 (ultimi dati disponibili) dimostra che il mercato del vino è rimasto attivo, le esportazioni sono infatti cresciute sia in termini di valore che produzione [1], anche se bisogna tener conto  delle conseguenze della pandemia Covid19, che ha bloccato i principali canali di commercio del settore HORECA e di conseguenza il mercato generale del vino. In generale però la coltivazione della vite, come molte colture intensive, può richiedere l’impiego di notevoli input ausiliari per garantire un buon livello quantitativo e qualitativo della produzione, con conseguenze di inquinamento ambientale e di uso improprio delle risorse naturali. Dall’analisi delle principali pubblicazioni scientifiche, è emerso come le ultime innovazioni tecnologiche in campo agricolo, alla base della viticoltura di precisione (AdP), sono oggi utili per minimizzare tali problematiche e per garantire la disponibilità di un prodotto di grande valore, quale è il vino, sempre ad uno standard qualitativo elevato assicurando il miglioramento della sostenibilità ambientale [2]. Balafoutis et al. [3] riportano i risultati dell’analisi LCA in due vitigni cv Sauvignon Blanc e Syrah condotti secondo una viticoltura tradizionale o di precisione. Tra i principali risultati, la riduzione dell’uso dei fertilizzanti (-83% e – 49,6% rispettivamente) e dell’impronta di carbonio del prodotto, espressa  come kg CO2 / t uva, che è diminuita del 25% nel caso del vitigno Sauvignon Blanc e del 28,3% nel caso di Syrah. Dal punto di vista delle operazioni colturali, i viticoltori possono disporre oggi di dati georeferenziati ad un elevato livello di dettaglio sulla variabilità dei terreni, sulle condizioni fisiologiche delle piante e sui dati climatici del vigneto, dai quali è possibile estrarre informazioni preziose per una gestione agronomica sito-specifica che minimizza gli sprechi e gli impatti ambientali verso soluzioni produttive più sostenibili. Dal rilevamento prossimale e telerilevamento si possono acquisire dati che analizzati attraverso software di geo-mapping ci consentono di ottenere mappe di vigore e mappe di prescrizione per ogni vigneto. Sono quindi disponibili macchine per potature, irrigazioni, trattamenti fertilizzanti/diserbanti/fitofarmaci e di raccolta a rateo variabile e software specifici per la difesa fitosanitaria del vigneto [4]. Nuove sperimentazioni riguardano lo sviluppo di macchine a ultravioletti per prevenzione/trattamento di patogeni rilevanti come la peronospora o oidio (Thorvald) o macchine capaci di operazioni colturali completamente automatizzate (Rovitis macchina intelligente 4.0). Anche in aree vitivinicole storiche difficili, di alta collina o montagna, come la produzione del DOC Candia nelle Alpi Apuane, è stato dimostrato che l’introduzione delle innovazioni a forte componente tecnologica, dai sistemi di supporto decisionali (DSS) alla sperimentazione di applicazioni sito-specifiche di antiparassitari, ha ridotto alcuni onerosi costi di trattamento fitosanitari, migliorando le condizioni di lavoro e gli impatti ambientali [5]. La viticoltura di precisione o digitale quindi può essere considerata come una forma di viticoltura evoluta che, quando attuata con un efficiente trasferimento tecnologico, contribuisce a creare valore ed a rinnovare il ruolo del agricoltore stesso, come elemento indispensabile e sempre più interconnesso con le esigenze dei consumatori e con le priorità della società. Ai fini di una effettiva sostenibilità, l’implementazione tecnologica della produzione vitivinicola deve tener conto di tutte le fasi della catena produttiva: dalla produzione primaria alla trasformazione vitivinicola. Relativamente alle ultime innovazioni applicate nella fase di trasformazione dell’uva in vino, queste, pur mantenendo un approccio legato alla sostenibilità, hanno come obiettivi principali quelli di migliorare e garantire la qualità del prodotto finito e di velocizzare il processo di produzione. Nella tabella 1 sono riportate alcune delle più recenti innovazioni in cantina. A supporto dei sistemi gestionali è stato inoltre introdotto nel 2017 in Italia il registro telematico (DM 293/2015), questo è un registro digitale che sostituisce i registri e i conti speciali cartacei (il registro di vinificazione, i conti speciali per MCR e saccarosio, i registri di imbottigliamento e di commercializzazione), non necessita di nessuna vidimazione e nel quale l’inserimento delle informazioni è completamente telematico tramite la piattaforma Sian del Mipaaf. Questa iniziativa è un primo passo verso la semplificazione, la razionalizzazione e la digitalizzazione delle imprese vitivinicole. Dalla nostra indagine è però emerso un ritardo nella digitalizzazione di molte aziende, che è fortemente legato all’eterogeneità e alla complessità del comparto e dei prodotti finali. Non trascurabili sono infatti le criticità di innovazione tecnologica nelle realtà vitivinicole italiane, determinate da fattori come: la dimensione ridotta delle imprese vitivinicole che rende difficile sostenere investimenti per l’acquisto di strumenti innovativi, i problemi strutturali come la mancanza di collegamenti internet nella aree rurali, le difficoltà che l’imprenditore agricolo o l’enologo può avere nell’acquisire le competenze necessarie per l’adozione di una vitivinicoltura digitale e infine il problema relativo alla fase di trasformazione dei dati acquisiti in azioni da applicare; quest’ultimo è probabilmente dovuto alla mancanza di un necessario collegamento o scambio di informazioni tra il tecnico dell’AdP, l’agricoltore e l’enologo. E’ importante però considerare che l’agricoltura di precisione in alcuni casi definita ‘soluzione palliativa che avvantaggia poche grandi aziende’, rappresenta in realtà un’insieme di tecnologie, che nello spirito di cooperazione e di adeguati incentivi, può dare una forte spinta verso l’agricoltura 4.0,  ossia verso la transizione ‘ecologica’ in cui il settore vitivinicolo può fare da traino. 

Tab 1 –  Alcuni esempi di recenti innovazioni tecnologiche nel processo di trasformazione dell’uva in vino

Fase di lavorazioneInnovazione e caratteristiche
Cernita delle uveSelezionatrice ottica degli acini DIONYSOS capace di rilevare acini difettosi, materiali inerti etc
FermentazioneAnalisi Dinamica della Cinetica Fermentativa (ADCF) sofware, che attraverso algoritmi di elaborazione consente di monitorare da remoto e senza campionamenti, la produzione di anidride carbonica, direttamente correlata al consumo degli zuccheri.
MacerazioneAcceleratore di macerazione DTMA che consente di estrarre quantitativi maggiori di polifenoli.
AffinamentoWireless sensor bung system che monitora l’evoluzione dell’affinamento del vino in barrique
ImbottigliamentoTappo e-WAK: il primo tappo a vite per il vino con NFC integrato

Bibliografia

[1]OIV. «Nota di congiuntura del settore vitivinicolo mondiale nel 2019.» Organizzazione internazionale della vigna e del vino. aprile 2020.

 [2]. Bisaglia, C, 2018. Agricoltura di precisione in Italia: un’opportunità di aggiornamento delle agrotecniche, di sviluppo professionale e di efficienza del settore. Agriregionieuropa XIV, n. 53.

 [3] Balafoutis A T, S Koundouras, E Anastasiou, S Fountas, K Arvanitis, 2017. Life Cycle Assessment of Two Vineyards after the Application of Precision Viticulture Techniques: A Case Study. Sustainability 9,pg 1-19 doi:10.3390/su9111997

[4] Carotenuto E, 2018. Difesa dei vigneti con sistemi di supporto alle decisioni. Informatore agrario 23 pg 47-49.

[5] Sarri D, Storchi P, Perria R, Lorieri P, Vieri M, Ammoniaci M, 2020. Il territorio eroico si sostiene con l’innovazione. Informatore Agrario 4, pg 55-58.

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