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Conoscenza e responsabilità

L’applicazione di qualsiasi politica agricola richiede alcune condizioni preliminari.
In primo luogo è necessario investire nella conoscenza dei territori, anche dal punto di vista geomorfologico, oltre che da quello pedologico e vegetazionale, onde evitare di destinare risorse alle “cause perse” ossia al tentativo di rendere stabili superfici che non potranno mai esserlo.
Ancora, la pianificazione dovrebbe dare indicazioni sulla sicurezza o meno di simili contesti e la responsabilità degli amministratori dovrebbe essere richiamata quando costoro concedono titoli abitativi che espongono i richiedenti a rischi.
Parallelamente occorrono bagagli di conoscenze tecnico-scientifiche superiori rispetto a oggi in capo agli operatori, soprattutto agli imprenditori e soprattutto se fruitori di sostegno pubblico. Il livello di scolarizzazione in campo agricolo è assai basso; in Lombardia – a titolo di esempio – i laureati tra gli imprenditori (capiazienda nel censimento dell’agricoltura italiano del 2010) erano il 6% e i diplomati erano solo il 22%. Percentuali troppo basse perché si possa pensare a una rapida crescita culturale e tecnica del settore, a un efficace trasferimento delle conoscenze innovative provenienti dalla ricerca e dalla sperimentazione scientifica.
Lo sviluppo rurale, soprattutto in regioni caratterizzate dalla presenza di agricolture altamente competitive – sia per le caratteristiche intrinseche dei territori in cui risiedono (pianure con terreni fertili, dotati di acqua di irrigazione, di infrastrutture energetiche e di trasporto, di infrastrutture commerciali, ecc.) sia per le caratteristiche dell’imprenditorialità che vi si è formata –, dovrebbe coraggiosamente destinare gran parte delle risorse ai territori più fragili economicamente marginali e con problemi di carattere ambientale…

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Inverno, Giuseppe Abbati

Inverno, Giuseppe Abbati

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