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Biodinamico al Politecnico di Milano – Due lettere che ci confortano

La lettera del collega Michele Lodigiani ai consiglieri dell’Ordine degli Agronomi di Piacenza e la lettera di docenti e ricercatori dell’università degli Studi di Milano, del CNR e del CREA al rettore del Politecnico di Milano

di Tommaso Maggiore e Luigi Mariani

Nessuna conquista nel campo della scienza può mai dirsi conseguita in modo definitivo. Ad esempio l’intrusione della magia e dell’astrologia nel settore agronomico e biologico fosse già stata combattuta da Columella si è riproposta in varie forme nei secoli successivi, per cui ad esempio fino all’inizio del XIX secolo era in auge il vitalismo che attribuiva alla materia vivente una “vis vitalis” e che in agricoltura si presentava come umismo. Sconfitto il vitalismo grazie alle grandi scoperte ottocentesche di Nicholas Theodore De Saussure (nutrizione carbonica atmosferica) e Friedrich Wöhler (sintesi dell’urea) si è poi assistito alla comparsa di una nuova forma di agricoltura a base magica nota come biodinamico ad opera del filosofo tedesco Rudolf Steiner. A lui si devono infatti gli strampalati fondamenti agronomici del biodinamico, del tutto privi di basi scientifiche e irti di energie cosmiche e influssi astrali con cui dialogherebbero le piante coltivate e gli animali domestici,specie se dotati di corna interpretate come antenne aperte verso il cosmo.
Al di fuori del mondo agronomico notiamo da anni segnali preoccupanti in campo medico umano e che si chiamano ad esempio No Vax, animalisti che negano la sperimentazione su animali o propugnatori del metodo Stamina. Peraltro rispetto a tali segnali ci conforta la reazione coerente del mondo scientifico e dello stesso Ordine dei Medici, il quale ha costantemente mostrato il totale rifiuto rispetto a metodologie non scientificamente fondate.
Ora il biodinamico ha l’onore di essere ospitato presso il Politecnico di Milano in un convegno internazionale che avrà luogo fra 15 e 17 novembre 2018 e che vede la partecipazione non solo di biodinamici, ma di vari rappresentati della pubblica amministrazione e del mondo scientifico nazionale. Al riguardo abbiamo già avuto occasione di esprimere su Agrarian sciences tutta la nostra riprovazione per un’iniziativa che sa di ignoranza e di disprezzo per la scienza agronomica che oggi garantisce alla popolazione mondiale livelli di sicurezza alimentare mai raggiunti in passato. In tale sede abbiamo altresì avuto modo di stigmatizzare il patrocinio offerto al convegno da parte del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei dottori Agronomi e Forestali.
Qualcosa di buono si può tuttavia cogliere anche in questa vicenda ed è dato dal fatto che ci siamo accorti di non essere soli in questa battaglia. Al riguardo ci preme segnalare due iniziative che ci confortano e che auspichiamo possano suscitare emulazione a livello nazionale, rompendo finalmente il velo di ipocrisia che da decenni circonda il biodinamico.

La lettera del dott. Agr. Michele Lodigiani ai consiglieri dell’Ordine degli Agronomi di Piacenza

Abbiamo di recente verificato che il Consiglio Nazionale degli Ordine degli Agronomi ha dato il proprio patrocinio all’iniziativa del biodinamici. Come dottori agronomi riteniamo tale fatto di estrema gravità in quanto paragonabile ad un patrocinio dell’Ordine dei Medici ad un convegno di pranoterapeuti. Il collega agronomo Michele Lodigiani ha reso nota la lettera da lui inviata ai consiglieri dell’Ordine degli Agronomi di Piacenza che riportiamo qui sotto ritenendola un’iniziativa encomiabile e che dovrebbe essere a nostro avviso imitata.

“Ai Consiglieri dell’Ordine degli Agronomi e Forestali di Piacenza
Leggo con sconcerto (e spero sinceramente che si tratti di una notizia falsa) che il CONAF avrebbe concesso il proprio patrocinio (rimando al link sotto riportato) al prossimo convegno di agricoltura biodinamica, che si terrà a novembre presso il Politecnico di Milano (sconcerto doppio!). Come è noto l’agricoltura biodinamica non ha alcuna base scientifica, richiamandosi piuttosto a non ben precisate forze cosmiche il cui funzionamento è probabilmente più prossimo all’esoterismo che all’agronomia: da parte mia credo che il nostro ordine non debba in alcun modo legittimare, con il proprio prestigioso sigillo, questo tipo di fantasie (in nessun modo ascrivibili alla categoria delle “discipline”). Chiedo pertanto all’Ordine di verificare se la notizia riportata ha fondamento; in caso affermativo mi piacerebbe che da Piacenza giungesse al CONAF un fermo richiamo su questo tema, su cui credo sarebbe anche opportuno aprire un dibattito fra gli iscritti.”

La lettera indirizzata al Rettore del Politecnico di Milano e sottoscritta da docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, del CNR e del CREA

La lettera che riportiamo qui sotto ci conforta moltissimo in quanto proviene dal mondo scientifico di cui ci sentiamo parte e da cui un’opinione pubblica troppo spesso manipolata dai media si attende chiavi di lettura scientificamente corrette in ambito agronomico e biologico.

Gent. Rettore Prof Ferruccio Resta
Il 16 e 17 Novembre il Politecnico di Milano ospiterà XXXV CONVEGNO INTERNAZIONALE DELL’ASSOCIAZIONE PER L’AGRICOLTURA BIODINAMICA dal titolo “INNOVAZIONE E RICERCA. ALLEANZE PER L’AGROECOLOGIA”,

Il convegno si propone di essere il punto di convergenza fra il mondo produttivo agricolo, le istituzioni universitarie e di ricerca, e aziende di distribuzione.

Come rappresentanti dei Dipartimenti scientifici operanti in ambito biologico ed agrario dell’Università degli Studi di Milano, del CNR e del CREA troviamo preoccupante che rappresentanti delle istituzioni milanesi, personalità del mondo accademico e culturale diano il proprio contributo a questa iniziativa che tenta di dare veste scientifica all’agricoltura biodinamica.

Il metodo biodinamico non ha basi scientifiche. Fu ideato da Rudolf Steiner all’inizio del secolo scorso e prevede pratiche esoteriche, invoca forze cosmiche e utilizza vesciche di cervo e corna di vacche per la produzione di preparati omeopatici per la cura delle piante e la concimazione del terreno. Nessuno, nemmeno lo stesso Steiner, ha mai validato l’efficacia di questo metodo rispetto a
metodi convenzionali e la letteratura scientifica dice chiaramente che la biodinamica non è una pratica science-based.

Non possiamo accettare che la comunicazione scientifica, che deve essere basata sul metodo scientifico, sia confusa in modo cosi palese con comunicazione di falsità e di teorie bizzarre che di scientifico non hanno assolutamente nulla.

Le chiediamo pertanto di ripensare l’eventuale sua partecipazione all’evento e di non avallare con la sua presenza la divulgazione di posizioni prettamente anti scientifiche.

Grati di ricevere un suo cortese riscontro, la salutiamo cordialmente

  •  Lucia Colombo, Direttore del Dipartimento di Bioscienze, Università degli Studi di Milano
  • Osvaldo Failla, Direttore del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali – Produzione, Territorio, Agroenergia, Università degli Studi di Milano

Seguono altre 29 firme di docenti e ricercatori dell’Università degli Studi di Milano, del Cnr e di Crea.

Vedi allegato

Autoritratto1, 1889

Autoritratto1, 1889

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