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WORLD FOOD PRODUCTION, Facing growing needs and limited resources

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Negli ultimi 60 anni si è verificata la più straordinaria rivoluzione della storia dell’umanità: da un lato – grazie alle innovazioni biologiche, chimiche e meccaniche, adottate in modo sinergico – si sono triplicate le produzioni agricole essenziali (cereali, latte, carne), dall’altro si è raddoppiata la popolazione mondiale.

Mentre si è verificata in Europa e nelle aree industrializzate questa straordinaria rivoluzione, la stessa scienza dimostra che questo progresso ha un costo eccessivo in termini di risorse naturali e mette in crisi la salute del  Pianeta. Si devono promuovere sistemi agricoli capaci di produrre di più, consumando meno risorse naturali, ampliare pertanto le conoscenze ed espandere la capacità di trasformarle in valore. La ricerca scientifica e l’innovazione sono determinanti per rispondere alle attese degli agricoltori.

L’intensificazione tecnologica, da sola, non basta; si deve puntare allo sviluppo e alla integrazione delle conoscenze sul sistema agro-industriale.

WORLD FOOD PRODUCTION, facing growing needs and limited resources (ed. VITA E PENSIERO, RICERCHE), curato da Giuseppe Bertoni http://www.vitaepensiero.it/scheda-libro/autori-vari/world-food-production-9788834329580-323435.html, è stato presentato il 15 dicembre scorso presso l’Università Cattolica da Luigi Rossi (vedi presentazione: WORLD-FOOD-PRODUCTION_-Luigi-Rossi)

Gli obiettivi del libro coinvolgono una realtà assai complessa sul piano politico e istituzionale. Si dovrà promuovere  pertanto la sostenibilità nelle sue componenti essenziali:  economica, ambientale, sociale e soprattutto istituzionale. Sarà cruciale gestire ordinariamente le istituzioni e sviluppare le necessarie forme di coordinamento e di cooperazione interistituzionale.

Gli agricoltori saranno sempre più chiamati a produrre cibo; e dovranno farlo, in gran parte, nei terreni già oggi coltivati. I sistemi agricoli dovranno essere necessariamente modificati, per ridurre il consumo di energia, di acqua, dei residui chimici nelle acque e per limitare le emissioni di gas serra. Ma dovranno rimanere altamente produttivi.

Si dovranno incrementare – soprattutto nei PVS –  gli investimenti nella ricerca agricola e nei servizi di sviluppo orientati alla intensificazione sostenibile. I risultati della ricerca e della innovazione in agricoltura sono spesso di pubblico interesse, e, laddove i benefici delle conoscenze generate sono di scarso interesse per i profitti a breve termine, difficilmente sono tali da attrarre investimenti privati. In tale contesto l’impegno pubblico, continuato e a lungo termine, è fondamentale.

Si dovranno ottimizzare gli inputs di produzione agricola, recuperare e valorizzare i reflui e i residui agricoli e zootecnici, promuovere nuovi modelli di produzione e di consumo, innovare i processi di trasformazione industriale, i prodotti e i packaging, migliorare la logistica intermodale per il trasporto dei prodotti agro-industriali, ridurre le perdite agricole e gli sprechi agro-alimentari; rimuovere le barriere tecniche, economiche, normative, burocratiche, sociali e culturali che limitano l’adozione dell’innovazione orientata alla Green Economy.

Infine, la sostenibilità si esprime nelle varie fasi della filiera alimentare – produzione in campo, trasformazione industriale, trasporto, distribuzione e preparazione domestica – ed è sempre più condizionata dalle scelte alimentari del cittadino/consumatore. Si dovrà pertanto riproporre con forza i valori culturali che legano strettamente la società, la produzione alimentare ed il territorio nella moderna concezione di qualità della vita e gestione sostenibile delle risorse naturali. Gli eccessi nel consumo di carne da un lato e, dall’altro, la difesa del terreno agrario e la corretta gestione delle acque, sono esempi significativi.

Linlithgow Palace, William Turner

Linlithgow Palace, William Turner

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