BANCA DATI

Un problema ricorrente: la pediculosi

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Con la riapertura delle scuole, è puntualmente iniziata la richiesta di notizie e consigli da parte di genitori e di nonni, preoccupati per la presenza nella classe di figli e nipoti, di casi di pediculosi; tale parassitosi, peculiare della specie umana, negli USA, interessa annualmente da 6 a 12 milioni di bambini in età scolare. Il Pidocchio dell’uomo infestava già gli antichi egizi, sulle cui mummie sono state trovate le caratteristiche uova. Pur non essendo un problema di stretta pertinenza dell’entomologo agrario, dietro pressanti sollecitazioni, mi limito a dare basilari informazioni sul parassita e sulle modalità di controllo. La specie, Pediculus humanus, è una delle circa 500 afferenti all’ordine degli Anopluri, o Sifunculati, suddiviso in una quindicina di famiglie, tutte strettamente vincolate alle loro vittime.

Escluso lo stadio di uovo, tutti gli altri sono dotati di un apparato boccale atto a pungere e a succhiare il sangue. Nel piccolo capo è presente una protuberanza estroflettibile, dalla quale sporgono tre stiletti che, in stato di riposo, sono contenuti in una tasca interna, comunicante con l’intestino, nel quale sono presenti micetociti e batteri endosimbionti. Con la puntura e la suzione del sangue, i pidocchi immettono nella ferita un enzima anticoagulante, mentre con gli escrementi espellono microrganismi patogeni quali salmonelle, spirochete e rickettizie. Privi di ali, si spostano sull’ospite deambulando sui peli che afferrano con una sorta di pinza, presente nelle zampe, costituita da una robusta unghia che si accosta a un processo della tibia…

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