| De Castro interviene sugli OGM presso la Comm. per l'Agricoltura e lo Sviluppo del Parlamento EU |
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| Lunedì 05 Luglio 2010 |
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Commissione per l'Agricoltura e lo Sviluppo del Parlamento Europeo, intervento del 21/05/2010 di Paolo De Castro: Cari amici, raccolgo volentieri il vostro invito a pronunciarmi sulla questione degli organismi geneticamente modificati. Mi preme, in tal senso, innanzitutto ricordare come nel 1999, da Ministro dell'Agricoltura mi sia speso con energia per contribuire alla moratoria europea sugli OGM, al fine di poter garantire che ogni decisione futura potesse essere presa all'interno di un quadro normativo più stringente e garantista e non vi nascondo che, probabilmente, se avessi ricevuto analogo invito all'epoca avrei risposto con un convinto "no no" al vostro appello. Ma oggi, a distanza di oltre 10 anni, lo scenario é profondamente cambiato. Il progresso scientifico e l'impianto normativo europeo in materia, si sono da allora notevolmente evoluti. Il principio di precauzione, di cui l'UE é portatrice in tutto il mondo, ha consentito di ammettere alla coltivazione solo quegli OGM considerati sicuri a seguito di un iter di valutazione minuzioso e basato su rigide valutazioni scientifiche, che vede garante l'EFSA, organismo dell'UE che opera avvalendosi di esperti indipendenti. Allo stesso tempo i progressi della ricerca e le risultanze dei piani di monitoraggio hanno permesso di acquisire certezze importanti rispetto al tema della sicurezza alimentare. I controlli e le verifiche a cui sono sottoposti gli Ogm consentono di essere assolutamente sicuri; paradossalmente più di quanto lo si possa essere per i prodotti cosiddetti naturali (basti pensare ai severi controlli sulla presenza di allergeni cui sono sottoposti gli Ogm e a cui, ovviamente, non è sottoposto il resto della produzione agricola). Questo non significa che necessariamente ogni Ogm in quanto tale sia“buono”, semplicemente che sono fermamente convinto che la legislazione europea garantisca a pieno i nostri consumatori. Sono inoltre convinto che l’unico Ogm a fini alimentari oggi ammesso alla coltivazione in Europa (il mais BT) sia assolutamente sicuro e che se l’Europa dovesse decidere di ammetterne altri, questi lo sarebbero altrettanto. tecniche biotecnologiche. La storia dell’agricoltura è fatta di tecniche di selezione e miglioramento che oggi sono solo assistite da maggiori conoscenze e migliori strumenti, che riproducono e indirizzano in laboratorio lo scambio di materiale genetico. Solo negli ultimi sessant’anni sono state create oltre 2000 varietà cosiddette mutanti e ne è testimonianza il fatto che solo in rarissimi casi le specie agricole che contribuiscono alla nostra dieta quotidiana esistono allo stato selvatico. Anche i MAS (Marcatori molecolari assistiti) su cui si è espressa favorevolmente una parte delle realtà contrarie agli OGM, non sono altro che uno strumento in più per capire come funzionano i geni e quali sono quelli interessanti nell’espressione dei caratteri che riteniamo utili. Anche rispetto al tema della coesistenza, diverse e significative evidenze, comprese le risultanze dei piani di monitoraggio europei, dimostrano come la stessa sia possibile. Le distanze da tenere tra le coltivazioni possono variare a seconda delle varietà ma anche qui in molti casi disponiamo di dati certi. Inoltre va considerato come la maggiore produttività degli Ogm può consentire di coinvolgere superfici minori, risparmiandole in molti casi alla deforestazione. Ancora, va ricordato come in alcuni casi gli Ogm possano addirittura contribuire alla biodiversità, assicurando la continuità di specie vegetali a rischio, e possano soprattutto condurre ad un decremento nell’uso di pesticidi o di una risorsa preziosa come l’acqua. l’anno successivo non trova riscontro in una realtà in cui si acquistano quasi esclusivamente sementi certificate, perché garanti di qualità e produttività. In secondo luogo l’unico modo per socializzare i vantaggi dello sviluppo degli Ogm è la ricerca pubblica, strumento che può realmente contribuire a rompere gli eventuali oligopoli della conoscenza al servizio delle grandi multinazionali e del solo profitto economico e facilitare lo sviluppo di soluzioni ai problemi agronomici, soprattutto in ampie aree del mondo meno sviluppato. degli OGM di premi nobel come Rita Levi Montalcini, Carlo Rubbia o Renato Dulbecco o come si fa a non tener conto del parere positivo di personalitá come il prof Umberto Veronesi o Silvio Garattini che hanno dato tutta la loro vita per salvare vite umane! Si potrebbero loro e tanti altri medici e scienziati di fama internazionale come Margherita Hack o il premio Einstein Tullio Regge assumere la responsabilità di dare un'indicazione pro-OGM cosí chiara se ci fossero rischi reali per la salute umana? O dobbiamo pensare che le "multinazionali" del seme sono riuscite a comprarsi il giudizio di tutti? Dunque, se volevate un “si si, no no” resterete delusi. La mia visione laica non mi consente una risposta netta su un tema su cui credo sia fuorviante essere pro o contro per partito preso. Certamente ogni valutazione ed ogni considerazione deve mettere al primo posto i temi della saluta umana e della tutela ambientale, ma dobbiamo prendere atto che molte delle argomentazioni storiche contrarie agli ogm in via di principio, si sono rivelate sbagliate. La realtá potrebbe un giorno farci giungere a conclusioni assai diverse dal pensiero comune. La ricerca deve aiutarci a sciogliere ogni dubbio, anche se solo volessimo dimostrare che tutto il mondo sta sbagliando e noi siamo nel giusto |

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