Sostenibilità, "senza rimpianti 1"


Presentazione della rubrica#

Riflettendo sulla sostenibilità in generale, e sulla sostenibilità del sistema agroalimentare mondiale in particolare, mi è venuto da sperare che un io collettivo possa dire tra venti o trenta anni: abbiamo pochi rimpianti perché abbiamo fatto ciò che dovevamo fare. Frank Sinatra cantava in “My way”, la sua canzone forse più celebre: “Regrets, I’ve had a few” [Di rimpianti ne ho avuti pochi] e spiegava anche perché: “I did what I had to do” [Ho fatto quello che dovevo fare].

Non c’è dubbio infatti che, se vogliamo consegnare ai nostri figli un patrimonio di risorse naturali almeno pari a quello che abbiamo ricevuto dai nostri genitori, se non vogliamo cioè avere rimpianti futuri, dobbiamo fare quello che dobbiamo fare adesso, non possiamo rimandare ad un futuro ancorché prossimo azioni individuali e collettive su tutti i livelli: politico, sociale, economico, finanziario, culturale, scientifico e tecnico. Certo sono necessarie grandi azioni, a livello globale, ma anche piccoli atti possono fare grandi differenze. Queste noterelle, che saranno pubblicate periodicamente da Agriculture, si propongono di offrire degli spunti di riflessione sulla sostenibilità, magari di aprire discussioni per condividere opinioni e proposte. La canzone di Frank Sinatra continua: “I planned each charted course, each careful step along the byway” [Ho programmato ogni percorso, ogni passo attento lungo la strada]. È quello che dobbiamo fare, dobbiamo trovare la nostra via alla sostenibilità, per poter dire tra qualche anno: “Non ! Rien de rien … Non ! Je ne regrette rien… “ [No, niente di niente…. no, non rimpiango niente…], come cantava Edith Piaf.

Andrea Sonnino

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