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Sostegno e valorizzazione dei piccoli Comuni

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Dopo le proposte presentate nelle tre precedenti legislature, il Parlamento ha finalmente approvato – pressoché alla unanimità, sia alla Camera, sia al Senato – la legge n. 158, in Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2/11/2017, “per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei Centri Storici dei medesimi comuni”.

A beneficiarne saranno quelli – 5.567 – con popolazione residente fino a 5000 abitanti, se :

  • collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto geologico
  • caratterizzati da marcata arretratezza economica
  • con popolazione in decremento rispetto al censimento del 1981
  • caratterizzati da condizioni di disagio insediativo e da inadeguatezza dei servizi sociali
  • ubicati in aree contrassegnate da difficoltà di comunicazione
  • con popolazione residente con densità non superiore a 80 abitanti per chilometro quadrato

Per la definizione delle tipologie innanzi indicate saranno fissati i necessari parametri dal Ministero dell’Interno, di concerto con gli altri Ministeri interessati.

Trattasi di una buona legge, che promuove lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei Comuni interessati e favorisce sia la residenza in essi, sia la tutela del loro patrimonio naturale, rurale, storico e architettonico.

E’ agevolata anche l’adozione di misure in favore di coloro che vi risiedono, “con particolare riferimento al sistema dei servizi essenziali, al fine di contrastarne lo spopolamento e di incentivare l’afflusso turistico”.

E’ previsto, opportunamente, il coinvolgimento delle Regioni e delle Unioni di Comuni, che possono attivarsi per promuovere l’efficienza e la qualità dei servizi essenziali, con particolare riferimento all’ambiente, alla protezione civile, all’istruzione, ai servizi socio-assistenziali, ai trasporti, alla viabilità, ai servizi postali. E saranno sostenute le iniziative dei Comuni interessati – anche in forma associata – per istituire Centri multifunzionali per una pluralità di servizi in materia ambientale, sociale, energetica, scolastica, postale, artigianale, turistica, commerciale, di comunicazione e sicurezza.

E’ riservata priorità a interventi specifici, tra i quali meritano di essere segnalati : qualificazione e manutenzione del territorio, mediante recupero di immobili esistenti e di aree dismesse, nonché interventi volti alla riduzione del rischio idrogeologico; acquisizione e riqualificazione di terreni e di edifici in stato di abbandono o di degrado ; recupero dei pascoli montani, anche al fine di favorire la produzione di carni e di formaggi di qualità.

E’ favorita la riqualificazione dei centri storici, mediante la delimitazione – al loro interno – delle zone di particolare pregio, per la tutela dei beni architettonici e culturali, nonché per realizzare interventi integrati pubblici e privati finalizzati alla riqualificazione urbana, nel rispetto delle tipologie costruttive e delle strutture originarie, mediante il risanamento, la conservazione e il recupero del patrimonio edilizio da parte di soggetti privati ; la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico ; la manutenzione straordinaria dei beni pubblici esistenti ; il consolidamento statico e antisismico degli edifici storici e alla loro qualificazione energetica.

Con particolare riferimento ai borghi antichi e ai centri storici abbandonati o parzialmente spopolati è favorita la realizzazione di “alberghi diffusi”, nel rispetto delle relative disposizioni delle Regioni.

La legge tende anche a :

  • riqualificare edifici in stato di abbandono e di terreni, per prevenire dissesti idrogeologici, perdita di biodiversità, bonifica dei terreni agricoli e forestali, regimazione delle acque ;
  • acquisire case cantoniere e realizzare circuiti turistico-culturali ;
  • sviluppare – entro il 2020 – la rete a banda larga nelle aree dei Piccoli Comuni ;
  • sviluppare iniziative atte a favorire il pagamento di imposte, tasse e tributi, nonché delle bollette di acqua, gas, eccetera ;
  • assicurare la distribuzione di giornali quotidiani ;
  • promuovere i prodotti agricoli e alimentari provenienti da “filiere corte” ;
  • migliorare i servizi pubblici e privati finalizzati al collegamento tra i Comuni delle aree rurali e montane con i rispettivi capoluoghi di provincia e di regione.

Merita di essere evidenziato l’art. 7, che offre ai Comuni interessati, anche in forma associata, la possibilità di stipulare – con le Diocesi della Chiesa Cattolica e con le Rappresentanze di altre religioni che hanno concluso intese con lo Stato – convenzioni per la “salvaguardia e il recupero di beni culturali, storici, artistici e librari degli enti delle Confessioni religiose civilmente riconosciuti”.

Considerati gli obiettivi e munificenza del Parlamento nella elencazione delle iniziative che possono beneficiare di sostegno finanziario, l’auspicio è che lo stanziamento previsto (cento  milioni di euro per gli anni dal 2017 al 2023) sia prontamente impinguato, quando necessario, per favorire la realizzazione dei progetti che saranno presentati, evitando, però, “mance elettorali”, soprattutto in occasione di elezioni per il rinnovo delle Amministrazioni dei Comuni interessati.

Giova ricordare, infine, che non tutti i Comuni sono amministrati bene. Ne consegue che per evitare l’aggravarsi di squilibri che penalizzano i cittadini interessati, è indispensabile la vigilanza dello Stato, per evitare inerzie, incapacità e abusi.

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