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Segnali sconfortanti dal G7 dell’ Agricoltura e dalla Giornata Mondiale dell’ Alimentazione FAO

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Il G7 agricoltura, svoltosi a Bergamo fra il 14 e il 15 ottobre e la giornata mondiale dell’alimentazione, celebrata il 16 ottobre presso la FAO, hanno portato per un giorno l’agricoltura al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Purtroppo quanto è emerso da questi due avvenimenti è stato ad avviso di chi scrive ampiamente insoddisfacente per il settore agricolo in quanto si è persa un’ulteriore occasione per porre in luce i veri nodi dello sviluppo agricolo globale, quelli con cui dovremo confrontarci nei prossimi anni se vogliamo garantire sicurezza alimentare per un pianeta che si avvia a superare i 9 miliardi di abitanti, in maggioranza inurbati e dunque lontani dalle fonti di cibo.


Il G7 dell’Agricoltura, una passerella per Carlo Petrini 
 
L’agricoltura tecnologica e con essa l’intera filiera dell’agroalimentare sono da tempo sotto tiro da parte di un’ideologia carica di visioni oscurantiste, anti-tecnologiche e neo-malthusiane e che ha la propria punta di diamante in Carlo Petrini, consulente FAO, grande amico del Ministro Martina e ispiratore per gli aspetti agricoli dell’enciclica papale “Laudato si”. Tale visione ideologica, che tanto male sta facendo alla nostra agricoltura, ha avuto ahimè una ribalta istituzionale globale al G7 agricoltura di Bergamo, ove Carlo Petrini è stato introdotto come rappresentate del mondo contadino globale, con una decisione che il ministro Martina aveva annunciato dal con le seguenti parole, che pesano come pietre “Proporrò che Carlo Petrini, Terra Madre e Slow food sieda al G7 dei Ministri dell’agricoltura. Potremo anche così dare voce a contadini, allevatori e pescatori di ogni parte del mondo per affrontare insieme questioni fondamentali: il sostegno ai piccoli produttori contro speculazioni e crisi, l’uso di tecnologie e innovazioni verdi, la cura della biodiversità, la lotta alla fame e agli sprechi” (qui).Si tratta di un segnale demagogico a dir poco sconcertante, se si considera che l’Italia al G7 si è trovata di fronte a paesi (in primis Stati Uniti, Canada e Francia) che sono oggi fra i principali granai del mondo e i cui ministri dell’agricoltura hanno ben chiaro sia il ruolo dei propri paesi nel sistema agricolo mondiale sia i propri doveri istituzionali.

E se da un lato immagino che questi ministri si saranno fatti grasse risate sotto i baffi ascoltando le tirate demagogiche di Petrini, dall’altro non posso scordare che è proprio da paesi come Stati Uniti, Canada e Francia che l’Italia – che il rifiuto dell’innovazione porta a una crescente dipendenza dall’estero – importa oggi il 50% del frumento necessario per produrre la pasta e il 35% dei mangimi (soia in gran parte transgenica e mais) di cui si alimentano i bovini e i suini che ci danno i due grana e i prosciutti crudi, che con pasta e vino sono oggi i nostri principali generi alimentari da esportazione. 

La giornata mondiale dell’alimentazione e “l’aumento delle persone che soffrono la fame”

Come se non bastasse oggi si è celebrata presso la FAO in Roma la giornata mondiale dell’alimentazione e in tale occasione Papa Bergoglio ha chiamato in causa guerre e cambiamenti climatici come responsabili delle migrazioni e di quella che a suo dire è la sempre più diffusa insicurezza alimentare…

Paesaggio con mulini a vento - Jan Brueghel Il Vecchio

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