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Salicilati in tavola

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Tutti conoscono l’aspirina, un farmaco analgesico e antinfiammatorio che, preso in continuazioni e a basse dosi (milligrammo 75 – 100) svolge un’azione di protezione cardiovascolare e previene i tumori del colon retto. Questo farmaco é rapidamente metabolizzato dall’organismo e trasformato in acido salicilico e é quindi naturale pensare che anche i salicilati dei vegetali possano esercitare un’azione benefica.

I vegetali contenenti salicilati sono – come oggi si usa dire – nutraceutici e cioè alimenti-farmaci? Per dare una risposta corretta bisogna dare anche uno sguardo al passato.
Nell’alimentazione dei nostri più o meno lontani antenati, ancor prima dell’invenzione dell’agricoltura, la quantità di fibra alimentare si ritiene fosse elevata e dagli ottanta ai centoventi grammi giornalieri, con la presenza anche di cortecce morbide.
I salicilati non sono specifici del genere Salix, dove é stato isolato per la prima volta l’acido salicilico, ma nelle specie di questo genere la corteccia contiene non meno dell’1,5 % di derivati salicilici totali calcolati come salicina, calcolati in riferimento alla droga essiccata. I costituenti caratteristici sono glicosidi fenolici: salicina, salicortina, tremulacina, salireposide, piceina,  siringina e purpureina, che per idrolisi liberano acido salicilico e sono presenti in quantità variabili nelle varie specie: 4-8% di salicina totale in S. purpurea, 4% in S. daphnoides, 1-10% in S. fragilis, 0,5% in S. alba
The Garden Gate at Vetheuil  - Claude Monet

The Garden Gate at Vetheuil – Claude Monet

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