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Risanare i suoli mantenendone intatte le funzioni: obiettivo strategico per una bonifica sostenibile delle aree contaminate

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La rilevanza assunta negli ultimi decenni dalla contaminazione del suolo, per livelli e per estensione spaziale, richiede una valutazione su scala di ecosistema con un approccio a livello di scenario reale, affinché sia possibile correlare esplicitamente il tipo e il grado di contaminazione con il rischio potenziale che essa rappresenta per altri comparti ambientali (principalmente l’acqua, ma implicitamente anche la biodiversità) e per le attività umane a questi connesse, tra le quali il sistema agroalimentare è di peculiare rilevanza, per le dirette implicazioni sulla salute dell’uomo. Occorre poi tener conto delle differenze tra i fenomeni di inquinamento legati a eventi concentrati nel tempo e la contaminazione di tipo “cronico”, dovuta ad attività inquinanti prolungate nel tempo e, in entrambi i casi, della possibilità di diffusione degli inquinanti da/a territori limitrofi. Coerentemente, anche la bonifica deve essere valutata a livello di ecosistema mediante un approccio basato sullo scenario reale.

I siti contaminati censiti si aggirano, tra Europa e Stati Uniti, attorno al milione e la problematica nella maggior parte dei casi riguarda i rifiuti pericolosi ed i contaminanti industriali, con le conseguenti ricadute sui costi ambientali, sociali, economici.

Nell’Unione Europea il suolo rappresenta una risorsa essenzialmente non rinnovabile, di circa 400 milioni di ettari, e il problema del suo degrado, stimato in circa 38 miliardi di euro all’anno, è oltretutto intensificato a causa dell’elevata densità di popolazione.

Il permanere dello stato di degrado dei suoli è palesemente in contraddizione e incompatibile con i criteri di sviluppo economico sostenibile, pertanto tra le priorità da considerare per garantire tale sviluppo in modo durevole deve essere inclusa l’adozione e la diffusione…

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Ulivi al Monte alle Croci, Giuseppe Abbati

Ulivi al Monte alle Croci, Giuseppe Abbati

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