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Rilanciare gli investimenti in verde urbano: una opportunità che non possiamo mancare

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Eravamo consapevoli che il verde urbano, oltre ad avere funzioni ornamentali e aumentare il valore delle proprietà immobiliari, diminuisce l’inquinamento atmosferico nelle città, contribuisce alla riduzione della emissione di gas climalteranti e della diffusione di particolato atmosferico, modera l’effetto “isole di calore” delle aree edificate e mitiga gli estremi termici sia estivi che invernali, diminuendo quindi il consumo energetico necessario per il raffrescamento e il riscaldamento degli edifici civili. Eravamo convinti che le aree alberate, inoltre, mitigano gli effetti del cambiamento climatico riducendo la temperatura del suolo e dell’aria e ne aumentano la permeabilità, garantendo una miglior conservazione e gestione delle acque meteoriche. Avevamo coscienza che il verde urbano offre ospitalità e alimentazione ad una ricca biodiversità specifica e di habitat. Sapevamo quindi, in una parola, che la presenza del verde urbano migliora l’ambiente delle città e la qualità della vita dei cittadini, con effetti tangibili sulla loro salute fisica e mentale.

Uno studio del Barcelona Institute for Global Health, pubblicato recentemente su The Lancet Planetary Health, ci fornisce adesso nuova evidenza scientifica e quantifica i benefici sanitari della forestazione urbana. Lo studio dimostra infatti che se Philadelphia aumentasse il proprio verde urbano del 30%, potrebbe evitare oltre 400 morti premature per anno, con un risparmio di quasi 4 miliardi di dollari tra assistenza sanitaria e giornate lavorative non perse. Studi analoghi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Università del Colorado giungono a conclusioni simili.

Nonostante queste evidenze, in molti Comuni italiani gli interventi volti ad espandere le aree verdi urbane sono limitati e la gestione del patrimonio in essere carente, con casi importanti di degrado. Le cause sono ascrivibili alla limitatezza delle risorse disponibili, ma anche alla carenza di personale qualificato nei quadri comunali o municipali e la mancanza di pianificazione e di un quadro normativo certo che stabilisca i criteri cui informare gli interventi di progettazione, impianto, ripristino e manutenzione del verde urbano, sia pubblico che privato.

La nuova consapevolezza della interdipendenza tra salute dell’ambiente e salute umana, creata dalle recenti temperie sanitarie, unita alla necessità di progettazione del rilancio economico e sociale del nostro Paese, offre oggi un’opportunità unica di rilancio dell’iniziativa pubblica sul verde urbano, sia pubblico che privato. I benefici sarebbero enormi: benefici ambientali, di qualità della vita, di salute pubblica, senza dimenticare la creazione diretta o indiretta di opportunità di lavoro.

Gli interventi necessari sono a nostro avviso i seguenti:

  1. Costituzione di un fondo di dotazione da cui possano attingere i Comuni italiani per la progettazione, l’impianto e la manutenzione di verde urbano, in particolare: alberature di piazze, strade e viali, alberature di aree interstiziali e residuali, parchi e giardini comunali, boschi urbani, periurbani e cinture verdi, refitting di edifici con soluzioni basate sull’uso della vegetazione, gestione delle alberature senescenti per la riduzione del rischio e/o la sostituzione graduale, restauro ecologico di ambiti fluviali urbani, di zone interstiziali in abbandono, di aree industriali e commerciali dismesse, di aree degradate di ex cava o discarica, di brownfields e zone potenzialmente tossiche anche con tecniche di fitorimediazione integrata.
  2. Accesso al fondo di dotazione condizionato dall’esistenza del Piano Comunale del Verde adottato e approvato con delibera del Consiglio comunale, che comprenda il regolamento comunale del verde pubblico e privato, il censimento del verde urbano in essere, la programmazione di impianto e la pianificazione della gestione del rischio di cedimento, oltre a quanto necessario per una corretta pianificazione urbanistica ed ambientale. Il Piano del Verde deve essere predisposto in consultazione con tecnici qualificati.
  3. Incentivi alla assunzione, nei servizi comunali addetti al verde urbano di tecnici qualificati, anche con funzioni direttive.

Come già accennato, l’opportunità che ci si offre è unica. Sta a noi coglierla.

N.B. Si ringraziano la Dott. Agr. Fiorella Castellucchio dell’ODAF di Milano, il Prof. Francesco Ferrini dell’Università di Firenze, il Prof Alessio Fini dell’Università di Milano, Il Prof. Tommaso Maggiore, vicepresidente della FIDAF, il Prof. Marco Marchetti dell’Università del Molise, per gli utili suggerimenti critici e le integrazioni a questo editoriale.

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