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Recovery fund e ricerca: articoli e petizione

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E’ stata promossa una petizione sul sito Change.org, nella formula di lettera aperta al Presidente del Consiglio, con cui si richiede di aggiungere 1,5 miliardi di euro al bilancio della ricerca pubblica – di base e applicata – già nel 2021 e continuare fino a raggiungere l’1,1% del Pil nel 2026, “agganciando” così la percentuale d’investimento della Germania. [Questo il link alla petizione

La petizione riprende alcune delle recenti considerazioni e proposte formulate in recenti articoli di stampa, allegati alla presente e ricapitolati di seguito, in tema di investimento pubblico nella ricerca:

  1. i) L’intervista a Repubblica del 10 settembre scorso in cui Ugo Amaldi ha proposto di investire parte delle risorse del Recovery Fund europeo per raddoppiare la percentuale del Pil che l’Italia destina alla ricerca scientifica. Attualmente, tale frazione si ferma allo 0,5%, equivalente a meno di 9 miliardi di euro: obiettivo dell’appello del professor Amaldi è raggiungere in un quinquennio la percentuale tedesca che supera l’1%.
  2. ii) Sull’Huffington Post, Cinzia CaporaleLuciano Maiani riprendono e rilanciano la proposta formulata dal Prof. Amaldi [link all’articolo].

iii) Il 13 settembre, il ministro dell’Università Gaetano Manfredi, su Repubblica, esprime un parere positivo circa la fattibilità del raddoppio di investimenti proposto.

  1. iv) Sul Corriere della Sera del 17 settembre, Alberto Mantovani evidenzia la necessità di non fermarsi ad un’iniezione di fondi temporanea come il Recovery Fund, ma elaborare un vero e proprio Recovery Plan.
  2. v) Sempre sul Corriere della Sera, nell’edizione del 18 settembre, il gruppo “Scienziate per la società” riprende la proposta “Amaldi”, evidenziandone la necessità come volano di rilancio della ricerca e dell’economia del Paese.

Articoli_Recovery_Fund_Ricerca_Settembre 2020

 

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