Prima di mangiare, fate bene i conti. Intervista a M.Marino e C.A. Pratesi


Quello del cibo è uno dei temi su cui è più facile dividersi, e le rivalità possono diventare davvero feroci. L’unico argomento su cui forse circolano più bufale è il riscaldamento globale. Il cibo perfetto, scritto da un esperto di LCA e da un docente di marketing, è il libro ideale per risolvere una volta per tutte queste dispute, facendo piazza pulita di leggende e mitologie pseudoscientifiche. Parliamone con gli autori, Massimo Marino e Carlo Alberto Pratesi.

Leggendo il vostro libro colpisce l’approccio “laico”, non ideologico, alle questioni che trattate. Da dove viene questo approccio, che spesso costringe a rivedere posizioni date assodate?

Da 15 anni di attività professionale in questo settore, che ci hanno “costretto” a vedere le cose sempre nel modo più oggettivo possibile. Questo nonostante il fatto che la nostra attività sia sempre stata di tipo consulenziale e quindi supportata anche economicamente dalle aziende con cui abbiamo avuto la fortuna di lavorare. L’approccio utilizzato è però sempre stato quello dell’onestà intellettuale, cosa che ci ha permesso di costruire progetti di lungo periodo utili al miglioramento delle conoscenze per noi e per i nostri clienti oltre che delle prestazioni dei processi studiati.

Cosa raccontano i numeri? Le aziende dell’agroalimentare sono sensibili alle tematiche della sostenibilità? E per i consumatori si tratta di un valore rilevante?

Come in tutti i casi raccontano luci e ombre: casi di eccellenza e casi in cui sono possibili ampi miglioramenti. La cosa importante però è non fermarsi ai numeri. Soprattutto nel caso del cibo è molto facile incorrere nell’errore di confrontare direttamente gli impatti di due alimenti che hanno una “funzione differente” e che, per esempio, sono realizzati da sistemi integrati che non potrebbero esistere l’uno senza l’altro…

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Ploughing up Turnips, near Slough, William Turner

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