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Pascoli e malghe: in arrivo la prassi per le linee guida di una gestione sostenibile

Fino al 26 settembre sarà in consultazione pubblica.

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Pascoli e malghe non sono solo i protagonisti di soggiorni estivi di turisti amanti della natura ma costituiscono parte dell’identità storico-culturale e imprenditoriale di diverse regioni alpine, consentendo operativamente il mantenimento del paesaggio di alta montagna. È fondamentale quindi che questi contesti siano non solo preservati ma anche gestiti secondo una metodologia comune e uniforme, per l’utilizzo corretto e sostenibile sia dei pascoli sia delle malghe.

 A questo scopo UNI Ente Italiano di Normazione e Provincia autonoma di Trento, hanno messo a punto un progetto di prassi di riferimento che viene sottoposto oggi in pubblica consultazione sino al 26 settembre 2019 – un periodo più lungo rispetto ai consueti 30 giorni dedicati a questa fase – al fine di raccogliere eventuali osservazioni da parte del mercato.

Il progetto di prassi – liberamente scaricabile all’indirizzo bit.ly/2OpJWKe – fornisce linee guida per la gestione uniforme a regole comuni per le modalità di affido e di concessione ai privati delle malghe e dei pascoli pubblici, dal canone alla durata del contratto, ai requisiti di partecipazione all’asta pubblica fino agli strumenti di controllo.

Inoltre, il documento riassume gli aspetti legati alla gestione degli animali al pascolo, alle misure di contenimento della flora infestante, alle norme per la concimazione e alle attività di manutenzione ordinaria e di miglioria.

Questo documento segue le Linee di Indirizzo per l’utilizzo dei pascoli montani, l’istituzione dello Schedario Provinciale dei pascoli e il disciplinare tecnico-economico per l’affitto delle malghe di proprietà pubblica approvati dalla Giunta Provinciale nel 2015.

 Le prassi di riferimento: cosa sono

Le prassi di riferimento sono documenti che introducono prescrizioni tecniche o modelli applicativi settoriali di norme tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo di condivisione ristretta ai soli autori, e costituiscono una tipologia di documento para-normativo nazionale che va nella direzione di trasferimento dell’innovazione e di preparazione dei contesti di sviluppo per le future attività di normazione, fornendo una risposta tempestiva ai mercati in cambiamento.

 Chi è l’UNI, Ente Italiano di Normazione

L’Ente Italiano di Normazione è un’associazione privata senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, pubbliche amministrazioni. Dal 1921 svolge attività di normazione tecnica in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo, servizio o professione, secondo lo “stato dell’arte” e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. In estrema sintesi, sono documenti che definiscono “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. Il ruolo dell’UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dal Decreto Legislativo 223/2017 sulla normazione tecnica. UNI partecipa, in rappresentanza dell’Italia, all’attività di normazione internazionale ISO ed europea CEN.

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Pratone alle cascine, Raffaello Sernesi

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