BANCA DATI

FIDAF e Cooperazione allo Sviluppo, con particolare riferimento alla LCD (Lotta Contro la Desertificazione)

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La Legge n. 125 dell’11.8.2014 prevede varie Istituzioni di supporto alla Cooperazione allo Sviluppo. Fra queste ve n’è una che, pur non figurando in questa e nelle precedenti leggi, è stata sempre presente nei momenti più delicati e significativi di essa, fornendo un supporto che si è sempre dimostrato più che utile ed appropriato. Riportiamo di seguito alcuni esempi di tale supporto, riscontrabili negli archivi della Cooperazione:

 

1. Nel 1963, come segretario del Comitato esteri della FIDAF (Federazione Italiana Dottori in scienze Agrarie e Forestali), venni a conoscenza del fatto che che l’INEAC (Institut National d’Etudes Agronomiques du Congo), dopo l’indipendenza del Congo rischiava un forte decadimento. L’INEAC – con sede a Yangambi – era allora il più grande Istituto di ricerca dell’Africa nera; basti ricordare che la Divisione “Produzione alimentare” (Production vivrière) si trovava a 25 km di distanza dalla Divisione Botanica, sempre al’interno del territorio dell’Istituto. Recatomi al Ministero Esteri (MAE), venni a sapere che la neonata Cooperazione non si occupava di agricoltura e di sviluppo rurale, ma di aereonatica civile e militare, infrastrutture, sanità, ecc.   Chiesi quindi udienza all’allora DG della Cooperazione, Ambasciatore Ludovico Baratieri, al quale feci presente che – essendo l’Africa subsahariana a prevalente vocazione agro-silvo-pastorale, la nostra Cooperazione rischiava di trascurare il settore più importante per lo sviluppo della regione. L’Ambasciatore Baratieri considerò attentamente le mie raccomandazioni, e, dopo avermi concesso due riunioni, incaricò la FIDAF di formulare il primo progetto di Assistenza tecnica agricola della Cooperazione in Africa. In capo a 30 giorni presentammo quindi un documento di progetto che prevedeva la scelta dell’INEAC e l’invio a Yangambi di una missione di 14 esperti, con il mandato di assicurare il mantenimento delle strutture esistenti e di formulare un primo progetto di supporto tecnico e operativo all’Istituto.

Fu così che nel gennaio 64’ partì un primo nucleo di esperti, fra cui il sottoscritto ed il Col. Roberto Asinara di San Marzano, distintosi nella campagna dell’Ogaden (guerra d’Africa) come Capo missione. Giunto a Yangambi, presi immediatamente contatto con i capi dell’etnia locale (Turumbù), contatto che i belgi non avevano mai stabilito con le popolazioni esistenti, rendendo l’INEAC una specie di “Torre d’avorio”. Il progetto italiano partiva quindi con una impostazione diversa e che prevedeva il pieno coinvolgimento delle popolazioni locali nell’orientamento delle attività dell’Istituto…

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Marian In The Gardens La Granja - Joaquin Sorolla

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