BANCA DATI

L’eroe del campo di aviazione

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Capita che una cena possa creare problemi di digestione e procurare una notte contrassegnata da incubi e sogni strani. Ma Nicola, quella sera, aveva cenato leggero, come al solito, eppure………

Era, per la magia del sogno, ritornato ai suoi quindici anni, studente : ma si ritrovava purtroppo affamato, e non solo per i quattro anni di guerra.

Nicola era stato assunto per lavorare con gli americani, presso un campo di aviazione. La “pellicola del sogno” si sgranava con ordine nella sua mente, come se fosse una storia vera. E così ripercorse tutta la sua “carriera” in quel campo di aviazione : aiuto magazziniere, sguattero in cucina, cameriere nella sala mensa (in effetti addetto alle pulizie, poiché vigeva – ancora ignoto da noi – il self-service).

Lavorò qualche mese e poi, “per colpa” del preside, dovette riprendere a studiare (altri tempi, anche sotto questo riguardo : un giorno il bidello andò dalla madre di Nicola per dirle : il ragazzo deve proprio tornare a scuola ; diversamente perde l’anno e il preside si arrabbia). Appena iniziarono le vacanze estive, Nicola tornò a lavorare con nuove funzioni : una specie di “uomo di fiducia” – a 15 anni – di un ufficiale che aveva compiti di controllo su magazzini e mensa.

Nicola non poté trattenersi dal rallentare la sequenza del sogno e inserì una sua riflessione : quante novità ! Innanzitutto la quantità dei beni di consumo. Ricordava i bollini delle tessere annonarie, che fissavano tutto in grammi e decilitri e che avevano costituito il leit motive della lunga stagione di fame sofferta durante la guerra. E gli sembrava di sognare – nel sogno – di trovarsi di fronte a tonnellate di ogni ben di Dio : prodotti in scatola, carne, burro, frutta, verdura…….. E ancora : i surgelati ! Sì, i surgelati ! ….. Il cibo che viene dal freddo, che nessuno conosceva e che non era facile immaginare.

Intanto la moviola del film s’era rimessa in movimento. E Nicola vedeva circolare per la sua Lucera, vicina al campo di aviazione, alcune automobili alimentate – in mancanza di carburante – a “carbonella” : erano buffe da vedere e veloci poco più di un calesse. Ma nello stesso tempo gli americani lavavano divise e indumenti in tinozze piene di benzina, che poi buttavano !

All’improvviso la pellicola del sogno ebbe una accelerazione. La scena si concentrava sul campo di aviazione, illuminato mediante un generatore di elettricità alimentato a benzina ; e ogni quattro ore bisognava provvedere a rifornirlo.

Era una notte di pioggia torrenziale e Nicola assisteva a una feroce partita di poker tra quattro sottufficiali, uno dei quali preposto a sorvegliare il generatore e ad alimentarlo. Sul più bello della partita, la luce elettrica incomincia ad affievolirsi : bisogna provvedere immediatamente, ma l’incaricato è impegnato in rilanci da capogiro ; un cenno a Nicola ed egli – gracile, assonnato – si butta in testa un telo impermeabile e corre con la tanica della benzina verso il generatore.

Nicola non sa cosa diavolo accade ; viene investito da una terribile fiammata………………..

Il campo – tutto, compresa la zona ove sostavano le numerose “fortezze volanti” – piomba nel buio.

Le sequenze del sogno si susseguono incalzanti : squadra dei pompieri, soccorsi, installazione immediata di un nuovo generatore (le scorte, di tutto, erano senza limiti). Il dramma è scongiurato.

Il sogno di Nicola rallenta di ritmo. Egli si gira sul fianco e continua ad assistere all’avventura, con una lucidità incredibile, inspiegabile : un sogno ricco di dettagli.

Si apre, naturalmente, un’inchiesta. Come spiegare tante cose? Come giustificare le ustioni di Nicola? Egli offre una soluzione : accompagnavo, dice, il sottufficiale responsabile, per curiosità e, scoppiato l’incendio, avevo istintivamente tentato di fare qualcosa. Si rende conto che con questa giustificazione si sta dando la patente di sprovveduto, ma si consola di apparire generoso. L’ufficiale che indaga, austero e impassibile, accetta la versione : Nicola diviene, così, un eroe ; l’eroe del campo di aviazione !

Eh sì ! perché questo sogno l’ho fatto ad occhi aperti, rivedendo pubblicate, su un periodico della mia Lucera, alcune fotografie che hanno rinverdito gli anni della mia giovinezza. In queste fotografie ho riconosciuto visi amici, rivissuto momenti irripetibili, ricordato le “difficoltà” che hanno segnato la mia giovinezza. E le foto del campo di aviazione di Visciglito mi hanno riportato in mente questo episodio, tra i più significativi della mia vita.

Mi piace riandare con i ricordi a quel periodo, nel quale irruppero tempi nuovi, ai quali non eravamo preparati e ai quali non potevamo affidarci con sciocco fatalismo, poiché richiedevano curiosità, fantasia, impegno, intelligenza.

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