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La crisi del latte sardo: quali soluzioni per uscirne

"La colpa è una bella figliola ma nessuno la vuole", sono infatti molte le cause, naturali e commerciali, della crisi del settore lattiero caseario in Sardegna, che ha fatto scoppiare la protesta. Ecco alcune ricette per uscirne illesi. Senza necessariamente fissare il prezzo d'autorità.

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Il problema del settore lattiero caseario ovino in Sardegna è annoso e complesso, per cui per giungere a qualche conclusione occorre da un lato evitare i luoghi comuni e dall’altro considerare alcuni dati di fatto sul piano della produzione e del marketing senza i quali non è a mio avviso possibile capire il problema.

Sul piano anzitutto della produzione di latte non si può in alcun modo prescindere dall’aspetto climatico. La zootecnia ovina sarda si muove infatti in un contesto a clima mediterraneo (Csa di Koeppen) nel quale  i pascoli sono verdi e produttivi nel semestre invernale (ottobre-marzo) nel quale cade oltre il 70% della pioggia. Nel semestre estivo piove invece pochissimo per cui la produttività del pascolo è scarsa o nulla e dunque l’alimentazione si basa necessariamente su altre fonti (scorte di foraggio, la cui qualità potrebbe essere sensibilmente migliorata adottando pratiche di insilamento)…

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Cipressi, 1889

Cipressi, 1889

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