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Il perché dei Venerdì Culturali

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Incominciammo nel settembre del 2011. Eravamo tornati dalle vacanze e, come al solito, dovevamo programmare le attività autunnali. Con Giuseppe Gisotti, allora presidente di Sigea, pensammo di avviare una iniziativa che superasse le singole professionalità e che fosse di collegamento tra Agronomi e Geologi.  Successivamente, con Edoardo Corbucci e con Francesco Menafra capimmo che l’obiettivo doveva essere più ampio, con riferimenti a scienza, arte, storia ; e coinvolgere le competenze utili a far crescere i partecipanti alla nostra iniziativa.

Capimmo presto la varietà e lo spessore scientifico dei Venerdì Culturali. Scoprimmo il valore delle relazioni, il significato della memoria, il bisogno di riflessioni. Abbiamo capito, insieme a coloro che in questi anni ci hanno accompagnato, che tutti siamo interessati sia ai prodotti agroalimentari e alla loro qualità, sia alla protezione dell’ambiente, allo sviluppo sostenibile a trecentosessanta gradi e, quindi, anche economico e sociale e che gli eccessivi squilibri minano la coesione di una società.

Arte, storia, economia, scuola, formazione, ricerca e innovazione tecnologica convivono in perfetta armonia con i temi della sostenibilità e formano un mosaico di saperi e di conoscenze inconsueto e trasversale.

Interdisciplinarità e multidisciplinarità appaiono utili per superare la tradizionale, antistorica e nociva separazione della cultura umanistica e di quella scientifica e trovano presso la FIDAF un terreno comune nelle metodiche, nella logica e nel rispetto di chi la pensa diversamente. Un rispetto che si arricchisce nel dialogo di chi sostiene i propri convincimenti senza chiusura, ma anche senza compiacenza acritica.

Con i Venerdì Culturali la FIDAF ha tracciato un percorso sul difficile e avvincente terreno dell’arricchimento culturale comune a tutti i professionisti: il supporto di Confprofessioni – che ci onora – ci aiuta a fare meglio. Come sostiene il Presidente Gaetano Stella : “I profondi cambiamenti economici e sociali che attraversano il nostro Paese stanno mutando il Dna del professionista e non è più sufficiente una preparazione meramente tecnica o nozionistica per affrontare la complessità di materie che richiedono conoscenze sempre più ampie e trasversali in settori che spesso travalicano la specificità stessa di una singola professione”.

Il Manifesto di Passinsieme – nato in FIDAF nel 2016 – riporta: “Un luogo di incontro, di confronto, anche di conforto per la verifica che le nostre opinioni siano condivise e di crescita se siamo pronti ad accogliere apporti e stimoli. È un impegno a procedere per contribuire alla costruzione di un’umanità sempre più consapevole e responsabile perseguendo l’equilibrio tra il rispetto delle singole persone e la costruzione di una società che si riconosca in valori condivisi assunti come guida per le regole e per i comportamenti e riconosca i doveri dell’uomo verso le generazioni future e verso la natura”.

Oggi venerdì 8 febbraio 2019 iniziamo il XVI ciclo di incontri e avviamo il  centosessantunesimo Venerdì Culturale.

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Iris, 1889

Iris, 1889

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