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Il patrimonio culturale digitale può andare perduto?

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È tristemente facile immaginare che un incendio possa distruggere un museo o un’alluvione inondare le collezioni di una biblioteca. Ma anche il patrimonio digitale va preservato con cura: tra l’obsolescenza di software e hardware e l’assenza di legislazioni apposite, il rischio di perdite è importante.

ANNO DEL PATRIMONIO CULTURALE – Siamo abituati a vedere il digitale come una distrazione dalla cultura, eppure, se ci soffermiamo a pensare, si tratta di un insieme di risorse insostituibili di conoscenza ed espressione umana. Può essere la versione informatica di fonti analogiche già esistenti, oppure può essere stata creata direttamente in digitale, che rappresenta quindi il suo solo formato.

Si tratta di risorse culturali, formative, scientifiche e amministrative, informazioni di natura tecnica, giuridica, medica e di altro genere. Può essere sotto forma di testo, audio, immagini fisse o in movimento, software o pagine web, in una varietà di formati in continua espansione. Qualunque sia la lingua o il codice di cui è costituito, ha un valore e un significato duraturi: fa quindi parte del patrimonio culturale da proteggere e conservare per le generazioni attuali e future…

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Quattordici girasoli in un vaso (Arles, agosto 1888)

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