BANCA DATI

Il paradosso dell’onnivoro

I bambini e la neofobia alimentare

image_pdfimage_print

Letteralmente il termine neofobia significa paura del nuovo. In campo alimentare indica la mancanza di volontà di consumare cibi sconosciuti e influisce direttamente sui consumi alimentari.

Dal punto di vista evoluzionistico, la neofobia alimentare è associata al paradosso dell’onnivoro: l’animale onnivoro cerca nuove risorse alimentari per garantire che i fabbisogni nutrizionali siano soddisfatti (comportamento neofilico); tuttavia, questa ricerca di varietà è potenzialmente pericolosa perché un alimento sconosciuto può essere tossico per l’organismo (comportamento neofobico). La neofobia, quindi, agisce come meccanismo protettivo: ci si avvicina ai cibi nuovi con estrema cautela, evitandoli e preferendo, se possibile, cibi familiari. Individui che hanno un forte atteggiamento neofobico, tuttavia, tendono ad avere una dieta monotona e rischiano, nel lungo periodo, di andare incontro a uno squilibrio dei nutrienti assunti (1).
onnivoro.jpg

Negli ultimi trent’anni, diversi studi hanno focalizzato l’attenzione sulla neofobia come fattore che può influenzare la volontà di ingestione degli alimenti e il loro gradimento, in particolare nei più piccoli. Molti studi hanno dimostrato che esiste un picco di atteggiamento neofobico, che riguarda soprattutto alimenti salutari come frutta, verdura e pesce, tra i 2 e 6 anni, età molto importante per lo sviluppo delle preferenze alimentari. Tuttavia i risultati ottenuti non sono del tutto chiari, forse a causa delle condizioni di misurazione e dei metodi scelti. Buona parte di questi esperimenti sono stati infatti condotti in laboratorio, in condizioni artificiali e non ecologiche: i bambini, sentendosi osservati, non sono stati liberi di esprimere le proprie opinioni e, pertanto, i risultati ottenuti sono probabilmente distorti. Inoltre, le risposte alle diverse domande riguardo la volontà o meno di provare nuovi cibi erano fornite dai genitori (tramite questionario) e non dai bambini con l’evidente possibilità di ottenere informazioni non del tutto indipendenti (2).
A questo proposito il gruppo di ricerca del laboratorio di Analisi sensoriale e consumer science del Dipartimento di Scienza per gli alimenti, la nutrizione e l’ambiente (Defens) dell’Università degli Studi di Milano, si è recentemente occupato della messa a punto e della validazione di una scala di misurazione della neofobia alimentare su bambini italiani, la Italian children food neophobia scale (Icfns) (3). Lo studio è stato condotto in tre scuole elementari del Comune di Milano appartenenti a differenti zone: sono stati reclutati circa 600 bambini ai quali è stato chiesto di compilare direttamente la scala con l’aiuto di sperimentatori. Uno studio preliminare condotto su un piccolo gruppo di bambini ha permesso di adattare la terminologia delle affermazioni della scala alla cultura italiana e all’età dei bambini, questa compresa tra i 6 ai 10 anni. La neofobia è stata rilevata attraverso un questionario in cui erano riportate una serie di situazioni nelle quali i bambini comunemente si possono trovare, in termini di propensione, a consumare o evitare nuovi cibi. In particolare, la scala è costituita da 8 affermazioni, di cui 4 relative a comportamenti alimentari tipicamente neofilici e 4 a comportamenti alimentari tipicamente neofobici. Il grado di accordo o disaccordo a ogni affermazione è stato espresso su una scala edonistica facciale a 5 punti i cui estremi corrispondono a Falsissimo e Verissimo, per un punteggio di neofobia totale individuale che varia da 8 a 40, all’aumentare dell’atteggiamento neofobico.
Un passo ulteriore per comprendere la neofobia, una variabile da studiare e tenere maggiormente in considerazione per capire i meccanismi che regolano le preferenze e i loro risvolti sui comportamenti alimentari umani.

Riferimenti bibliografici
[1] Laureati M., Bertoli S., Bergamaschi V., Leone A., Lewandowski L., Giussani B., Battezzati A., Pagliarini E., 2015. Food neophobia and liking for fruits and vegetables are not related to excess weight in Italian children. Food quality and preference, 40, 125-131.

[2] Bergamaschi V. Perceptive and behavioural determinants of fruits and vegetables consumption in childhood: strategies to prevent obesity. PhD thesis.

[3] Laureati M., Bergamaschi V., Pagliarini E., 2015. Assessing childhood food neophobia: validation of a scale in Italian primary school children. Food quality and preference, 40, 8-15.

Vai all’articolo

antioxidants

RelatedPost

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>