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Il lungo viaggio del caffè: dai produttori alle tradizioni

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È il bene di maggior valore commerciato in larga misura dopo il petrolio. Ecco il percorso e l’evoluzione della bevanda più amata.

SPECIALE GIUGNO – Ne prendiamo uno, due al giorno. A volte, quando esageriamo, anche tre o più. Stiamo parlando della bevanda nera, amara e bollente che ci risveglia alla mattina o che favorisce la nostra digestione dopo pranzo o dopo una lauta cena. O almeno ce ne dà l’impressione. Comincia così il nostro approfondimento sul caffè.

Sebbene così amato, il caffè non è prodotto in tutto il mondo. Proviene infatti da una pianta  che cresce nella zona equatoriale, ma che mal sopporta le condizioni estreme, come il troppo caldo o le piogge eccessive. Così il nostro piacere quotidiano è legato alla capacità produttiva di un numero limitato di paesi.

Infatti sono solo 54 i paesi produttori di caffè, ma le persone coinvolte dal punto di vista occupazionale sono 25 milioni.  Le condizioni esclusive di coltivazione, ma anche l’economia che ruota attorno al caffè, spezzano il globo a metà. Da un lato ci sono i produttori, ripagati spesso in modo iniquo per il loro lavoro; dall’altra parte ci sono i consumatori, che vedono arrivare la bevanda sulle loro tavole in un modo sempre più pronto da bere, talvolta a un prezzo abbastanza elevato.

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