Il grande significato dei Premi Nobel 2020


L’attribuzione dei Premi Nobel, in particolare di quello per la Pace e di quello per la Chimica, riveste quest’anno un grande significato scientifico, politico, sociale. Purtroppo l’importante messaggio veicolato dall’assegnazione dei Premi Nobel 2020 non ha ottenuto l’attenzione che meritava da parte dei media.

Cominciamo dal Premio Nobel per la Pace, conferito al Programma Alimentare Mondiale – PAM (World Food Programme – WFP), Agenzia ONU con sede a Roma,  “per i suoi sforzi nel combattere la fame, per i suoi contributi nel migliorare le condizioni della pace in aree di conflitto e per la sua azione nel prevenire l’uso della fame come arma per promuovere guerre e conflitti”. Questo riconoscimento è particolarmente significativo per almeno tre ragioni.

Il primo motivo è che esso riporta all’attenzione mondiale il problema della fame e della denutrizione, spesso messo in ombra da altre evenienze certamente gravi, quali il cambiamento climatico e la pandemia di COVID-19, ma non per questo meno tragico ed impellente.

Il secondo motivo è che esso ricorda a tutti che la fame e la denutrizione sono problemi politici tragicamente interconnessi con quello dei conflitti e delle loro devastanti conseguenze, ma anche con quelli delle migrazioni, delle epidemie, della povertà, del degrado ambientale. Come ricorda il WFP stesso: “Senza la pace non potremo raggiungere l’obiettivo globale di fame zero nel mondo, e finché ci sarà fame, il mondo non vedrà mai la pace”.

Infine, in terzo luogo il Premio Nobel conferito al WFP ci rammenta che gli operatori del sistema agroalimentare mondiale sono riusciti a far sì che non si interrompessero i rifornimenti alimentari nemmeno nei momenti più duri della pandemia e nonostante le misure restrittive adottate per mitigarla. La FAO chiama agricoltori e altri operatori del sistema agroalimentare food heroes (gli eroi dell’alimentazione), ma anche senza arrivare a questa enfasi, dobbiamo essere riconoscenti a chi assicura gli approvvigionamenti, come riconosciuto dal comunicato congiunto FIDAF-CONAF del 17 marzo scorso. Lo stesso vale per le operazione del WFP che non hanno mai cessato di portare sollievo alle popolazioni in difficoltà di approvvigionamento alimentare.

Il Premio Nobel per la Chimica 2020 è stato assegnato dall’Accademia Svedese delle Scienze a Emmanuelle Charpentier, francese, e a Jennifer Doudna, americana, per le ricerche da loro svolte per mettere a punto l’editing genomico. Al di là dell’indubbio valore scientifico delle ricerche effettuate dalle due scienziate, esse aprono la possibilità pratica di ritoccare il genoma degli organismi. La tecnologia dell’editing genomico (CRISPR-CAS9) ha quindi una enorme potenzialità applicativa per la cura di molte malattie genetiche dell’uomo, come dimostrato con successo nel caso dell’epidermolisi bollosa, ed è uno anche strumento con molte promettenti applicazioni in agricoltura. Per esempio questa tecnica è stata applicata con successo per conferire resistenza a patogeni o tolleranza a stress ambientali alle piante coltivate, o per migliorare altre caratteristiche agronomiche utili. Il conferimento del Premio Nobel alle due scienziate è quindi ben meritato. Il problema è che le applicazioni pratiche del genome editing in campo agricolo sono per il momento ostacolate da un incerto quadro normativo a livello europeo, che, fra esitazioni e ripensamenti, sembra equipararlo all’ottenimento di organismi geneticamente modificati (OGM) e sottoporlo di conseguenza ad un processo autorizzativo lungo, macchinoso, estremamente costoso e dagli esiti imprevedibili. Le piante ottenute mediante l’applicazione di genome editing sono quindi per il momento confinate nei laboratori e non possono essere utilizzate in pieno campo. Un altro strumento di grandi potenzialità per rendere più sostenibili i sistemi agroalimentari la cui applicazione è messa in discussione da pregiudizi antiscientifici ed ostilità preconcette? L’Accademia Svedese delle Scienze ha dato in questa occasione un chiaro segnale ai legislatori europei e all’opinione pubblica tutta.

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