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Il futuro del cibo? In città. Intervista ad Andrea Calori

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Quando un’amministrazione comunale decide di servire acqua del rubinetto e frutta e verdura di stagione nelle mense scolastiche, sta attuando una politica del cibo. Assegnare spazi per gli orti urbani o per un farmer’s market, imporre una tassa sul consumo di bibite zuccherate o scrivere un piano urbanistico che preveda spazi per l’agricoltura: anche queste azioni fanno parte delle politiche del cibo urbane. In questi e in molti altri casi, gli interventi delle amministrazioni locali possono dare ottimi risultati su questioni come la sostenibilità, la riduzione degli sprechi e la lotta al cambiamento climatico, il benessere e la salute dei cittadini e degli ecosistemi. Il tutto senza bisogno di investimenti eccessivi e avviando percorsi di partecipazione.

Food and the Cities, scritto dal gruppo di autori che ha contribuito a definire la food policy del Comune di Milano, ricostruisce la storia delle strategie urbane per il cibo in Italia e all’estero, ne individua le caratteristiche principali e racconta come sono state declinate in decine di città in tutto il mondo. Ne parliamo con Andrea Calori, che con Andrea Magarini è curatore del volume (disponibile anche in lingua inglese).

Perché il cibo è uno snodo fondamentale in molte delle “grandi questioni” (cambiamenti climatici, urbanizzazione, sostenibilità…) che caratterizzano la nostra epoca?

La città è un ecosistema che, per sua natura, dipende da altre aree sia per acquisire ciò di cui ha bisogno (energia, acqua, suolo, cibo ecc.), sia per smaltire ciò che non ha completamente metabolizzato (rifiuti, scarti, emissioni ecc.). I sistemi alimentari delle città sono una delle componenti costitutive di questi flussi di materia e di energia che entrano ed escono dalle nostre città perché, nelle nostre cucine, arrivano prodotti da tutto il mondo che dipendono da pratiche colturali, sistemi ambientali, apparati normativi e sistemi economici estremamente diversificati.

Il modo in cui mangiamo, infatti, è strettamente legato a strutture ecosistemiche e a forme di organizzazione socioeconomica che comprendono una grande quantità di elementi che vanno dagli stili di vita individuali fino agli elementi strutturali e di lungo periodo delle nostre socioeconomie: la produzione, la trasformazione, il trasporto, il commercio, il riuso degli scarti e lo smaltimento dei rifiuti…

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Castle of San Angelo, Rome, William Turner

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