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Il Decreto CLIMA: nuove opportunità per le aree forestali ad elevato valore naturalistico

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Nonostante la portata storica dell’Accordo di Parigi siglato nel 2015, la sua concreta attuazione procede ancora con lentezza, spesso per le resistenze degli Stati ad assumere decisioni coraggiose e capaci di superare un modello di sviluppo insostenibile dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico.

Nella più recente “Conferenza delle parti della Convenzione internazionale sui cambiamenti climatici” (Cop24), tenutasi a Katowice in Polonia, si è verificato lo stato di avanzamento degli impegni assunti dai membri della comunità internazionale: l’Accordo di Parigi si è dotato di linee guida (rulebook) per la sua attuazione dal 2020; tuttavia, non sono stati concordati impegni sull’adozione di un quadro normativo vincolante e condiviso.

Gli accordi ambientali internazionali possono quindi solo stabilire un ampio quadro giuridico di obiettivi, principi ed impegni volti alla conservazione della natura ed alla sua gestione nell’ottica della sostenibilità ambientale. Indubbiamente, essi offrono un sostegno importante, anche mediante finanziamenti che garantiscono concrete opportunità di implementazione di politiche ambientali su scala nazionale e locale.

Tuttavia, passi concreti verso politiche sostenibili possono realmente essere attuati in un contesto nazionale solo quando agli accordi internazionali seguono interventi ad opera dei singoli paesi attraverso azioni legislative nazionali e locali.

In questo senso, sono numerose le novità introdotte dal decreto Clima per il settore della sostenibilità ambientale. Il Decreto-legge del 14 ottobre 2019 n. 111 riporta misure urgenti per il rispetto degli obblighi previsti dalla direttiva 2008/50/CE, prorogando il termine di cui all’articolo 48, commi 11 e 13, del decreto-legge del 17 ottobre 2016, n. 189, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 dicembre 2016, n. 229.

Il Decreto prevede l’istituzione di un tavolo permanente interministeriale sull’emergenza climatica al fine di monitorare le azioni del Programma strategico nazionale. Inoltre, istituisce un fondo specifico, denominato “Programma #iosonoAmbiente”, utile ad avviare campagne di informazione, formazione e sensibilizzazione sulle questioni ambientali, e in particolare sugli strumenti e le azioni di contrasto, mitigazione ed adattamento ai cambiamenti climatici, nelle scuole di ogni ordine e grado.

Inoltre, è stato finanziato un programma sperimentale di selvicoltura urbana per la creazione ed il miglioramento delle foreste urbane e periurbane nelle città metropolitane, al passo con il crescente interesse da parte di ricercatori del settore agro-forestale verso gli aspetti tecnici e scientifici relativi alla gestione dei boschi urbani e peri-urbani, oltre che per la spinta di una popolazione per la maggior parte risiedente in città.

Per quanto concerne gli ambienti forestali semi-naturali e naturali, il decreto riprende l’esistenza e l’importanza dei boschi vetusti nel contesto nazionale. Definisce con l’articolo s-bis le caratteristiche generali di un bosco vetusto, inteso come una “superficie boscata costituita da specie autoctone spontanee coerenti con il contesto biogeografico, con una biodiversità caratteristica conseguente all’assenza di disturbi da almeno sessanta anni e con la presenza di stadi seriali legati alla rigenerazione ed alla senescenza spontanee”.

All’articolo 7 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 34 del 3 aprile 2018 viene inoltre aggiunto il seguente comma (13-bis): “con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono adottate apposite disposizioni per la definizione delle linee guida per l’identificazione delle aree definibili come boschi vetusti e le indicazioni per la loro gestione e tutela, anche al fine della creazione della Rete nazionale dei boschi vetusti”…

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Paesaggio boscoso presso Perugia, Giovanni Costa detto Nino

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