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Il biologico? Una favola «bella e impossibile». Intervista a Elena Cattaneo

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Dopo essere stato approvato a larga maggioranza a dicembre alla Camera, sta per approdare al Senato il Disegno di legge 988, dedicato all’agricoltura biologica. Un settore che in Italia copre il 15% della superficie agricola nazionale, dà lavoro a 76mila aziende, ha un fatturato di 3,5 miliardi di euro e rappresenta circa il 3,5% della spesa alimentare degli italiani.
Il testo, così come è uscito dalla Camera, ha suscitato le critiche di molti membri della comunità scientifica italiana. Agronomi, ricercatori, docenti universitari: in oltre 400 hanno firmato la lettera che il 9 gennaio scorso è stata indirizzata a tutti i senatori della Repubblica e che della legge chiede il ritiro.

Scienziati all’attacco contro il biologico

Tra i chiamati a votare la nuova legge quadro sul biologico ci sarà anche Elena Cattaneo, docente all’Università Statale di Milano e senatrice a vita. Una delle prime in Italia ad aver smascherato il metodo Stamina.

Cosa pensa della lettera inviata da oltre 400 scienziati al Senato, che chiede il ritiro del Ddl 988 in materia di agricoltura biologica? Ne condivide le contestazioni?

Il documento, che continua a raccogliere adesioni (sono quasi 400), per la prima volta demolisce la “bella ma impossibile” narrazione del biologico spiegando, dati alla mano, le falle di una comunicazione a senso unico e, a mio parere, ingannevole. Per giustificare prezzi fino al 100% superiori, è stata promossa l’illusione che il bio fosse l’unico metodo in grado di salvare il mondo e farci vivere meglio e di più. Ma non esistono prove scientifiche a confermarlo, anzi le analisi dicono che i prodotti biologici non sono qualitativamente migliori e che il bio su larga scala è insostenibile in quanto per le principali colture produce fino al 50% in meno, richiedendo il doppio della terra…

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