BANCA DATI

I risultati della scienza e l’intreccio del film a confronto sulla vicenda Xylella negli uliveti pugliesi

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Il film neorealista del 1950 ha un titolo che lascia presagire un finale tragico: invece alla fine la giustizia trionfa e i protagonisti interpretati da Raf Vallone e Lucia Bosè “vivranno felici e contenti”.

Forse, per merito della spesso bistratta ricerca scientifica, si intravvedono soluzioni anche sulla vicenda seria e preoccupante degli ulivi in Puglia attaccati dalla Xylella (un resoconto abbastanza equilibrato – in verità un po’ datato – si può trovare sulla Gazzetta del Mezzogiorno). Non è questa la sede per una discussione scientifica e mi limito a notizie a livello divulgativo sui risultati conseguiti.

Dal punto di vista tattico emergono due filoni promettenti: il trattamento farmacologico e la lotta biologica guidata. Sul primo sono impegnati con risultati interessanti un gruppo dell’Università di Foggia e uno del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA) di Caserta i cui risultati (purtroppo a livello solo sintomatico non di eliminazione dell’agente patogeno) sono stati apprezzati come tali dall’EFSA – l’Agenzia europea per Sicurezza alimentare. Sul secondo fronte un contributo viene dal famoso ecologo Robert F. Denison dell’Università del Minnesota che come ci riferisce Venerdì di Repubblica del 28 aprile racconterà al Food and Science Festival di Mantova che inizierà il 5 maggio, quali risultati si possono ottenere mettendo la Xylella in competizione con un nemico biologico (il Curtobacterium floccumfaciens) che rilascia tossine molto nocive per la Xylella. Mi fa piacere menzionare questo approccio perché dalla seconda metà degli anni ’80 nei Laboratori ENEA della Casaccia lanciammo in Italia la tecnologia della lotta biologica guidata in collaborazione con vari operatori del settore a cominciare dalla Centrale ortofrutticola di Cesena

Sul piano strategico si evidenzia la dimostrazione da parte dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche (Ipsp-Cnr) assieme a colleghi dell’Università di Bari e del Centro di ricerca Basile Caramia che è resistente alla Xylella una cuktivar denominata Favolosa derivata dalla cultivar Frantoiobrevettata a suo tempo dal CNR.

Mi astengo dal commentare invece il disastro inconcludente nei rapporti istituzionali tra Regione Puglia, MIPAF e Commissione Europea con perdite di tempo, rimpalli di responsabilità e ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato, oltre che interventi della Magistratura ordinaria che tanto per sbagliare sequestra e .. poi si vedrà. Mi azzardo solo a dire che in questo caso le posizioni più costruttive le ha assunte il Ministero e oso sperare che presto si passi da parole conflittuali a programmi concordati e a fatti.

Osservo infine che ritengo la questione della Xylella grave per potenziali conseguenze economiche e paesaggistiche, molto più grave di quella dei 200 ulivi da trapiantare per il gasdotto TAP che tanto appassiona politici e media. Non sarebbe la prima volta che si dedica più attenzione ed energia a temi minori trascurando quelli più seri, ma forse meno profittevoli sul piano delle controversie politiche.

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The Garden - Pierre Bonnard

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