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Girolamo Azzi e l’ecologia agraria: l’eredità svanita dell’agroecologia in Italia

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Il richiamo verso il bello crea con il suo fascino una atmosfera più luminosa nella vita. (Girolamo Azzi, 1954)

Premessa

Oggi in Italia la figura di Girolamo Azzi (1885-1969) e la disciplina da lui fondata, l’Ecologia Agraria, sono quasi completamente dimenticate.

A ricordo di Girolamo Azzi rimane pochissimo: una via con il suo nome a Ponticelli, la frazione di Imola dove nacque nel 1885, e un piccolo libro pubblicato oltre vent’anni fa intitolato Girolamo Azzi il fondatore dell’Ecologia Agraria. Ad oggi non è rilevabile una voce a lui dedicata né sulla Enciclopedia Treccani né su Wikipedia.

Fino al 2007, esisteva in Italia un Ufficio Centrale di Ecologia Agraria (UCEA), istituto di ricerca agraria e di servizio agli agricoltori che fu diretto dal 1940 al 1946 da Girolamo Azzi. Questo istituto assunse, in seguito alla riforma operata dal Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura (CRA), il nome di Unità di Ricerca per la climatologia e la meteorologia applicate all’agricoltura, conosciuto in ambito ministeriale con l’acronimo CRA-CMA. Il CRA-CMA è però stato soppresso nel 2016 a seguito della “razionalizzazione” del settore della ricerca in agricoltura e la conseguente nascita del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CREA).

Il termine Ecologia Agraria tende oggi a confondersi, anche a livello accademico, con quello molto più popolare di Agroecologia, la disciplina che iniziò ad acquisire visibilità negli anni Ottanta e che intende studiare il rapporto tra agricoltura e ambiente utilizzando principi e concetti dell’Ecologia. Tale disciplina mostra oggi confini di studio variabili secondo la definizione di “ambiente” adottata dai vari studiosi: da ambiente inteso solo come ambiente naturale, ad ambiente inteso come ambiente naturale e culturale, sociale ed economico.

In effetti, è quasi soltanto all’interno dei manuali di base in lingua inglese di Agroecologia (Altieri 1987; Gliessman, 2015) che è possibile ritrovare il nome di Girolamo Azzi, ricordato come autore del libro Ecological Agriculture. Questo testo del 1956 è presente nell’elenco dei lavori fondamentali per la storia dell’Agroecologia, elenco che inizia con il libro del 1928 dell’agronomo statunitense Karl Klages (1898-1967) e con l’articolo del 1930 dell’agronomo russo Basil Benin, ai quali viene attribuita la paternità del termine “Agro-ecology”.

Di recente è stato il nostro Giorgio Nebbia, con un articolo del 2014 pubblicato dalla Fondazione Micheletti, a ricordare la figura di questo “pioniere dell’ecologia” e a promuovere la lettura di quel piccolo “libro sommerso” pubblicato in collaborazione con la Pro Loco di Imola.

Questo scritto è il risultato dell’impulso di Giorgio Nebbia (l’ennesimo) che mi ha donato il piccolo libro sommerso e mi ha indotto a procurarmi e a studiare delle vecchie edizioni (del 1928, 1944 e 1967 ) del libro di Azzi intitolato Ecologia Agraria. Giorgio Nebbia racconta di avere conosciuto questo vecchio professore negli anni Cinquanta nell’Istituto di Merceologia di Walter Ciusa a Bologna, un luogo di ritrovo di personaggi eterodossi. Fu in quell’occasione che Nebbia, allora giovane assistente di Ciusa, sentì per la prima volta parlare di Ecologia.

Lo scopo di questo lavoro è quello di ripercorre la biografia di Girolamo Azzi e di presentare lo sviluppo della sua indagine scientifica che portò rapidamente (già all’inizio degli anni Venti!) alla fondazione di una nuova disciplina scientifica, l’Ecologia Agraria, la scienza che si occupa dello “studio dell’ambiente fisico clima e suolo in rapporto allo sviluppo delle piante agrarie e al loro rendimento dal triplice punto di vista quantitativo, qualitativo e generativo” (Azzi, 1948, 7). E’ mia opinione che Girolamo Azzi debba essere correttamente considerato il primo e vero pioniere dell’Agroecologia, il cui contributo antecede quello di tutti gli altri autori.

Dalla lettura degli scritti di Girolamo Azzi riemerge la figura un uomo di scienza straordinario, la cui eccezionalità sorprende quanto -da un lato- l’importanza e l’attualità delle problematiche affrontate e -dall’altro lato- l’oblio al quale è stato poi condannato, le cui ragioni devono essere in qualche modo indagate…

Vedi allegato

 

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3 Responses to Girolamo Azzi e l’ecologia agraria: l’eredità svanita dell’agroecologia in Italia

  1. Stefano Rispondi

    agosto 22, 2020 a 6:36 pm

    Eccezionale. Complimenti all’autore.

  2. Alberto Berton Rispondi

    settembre 9, 2020 a 7:02 pm

    Grazie Stefano,
    La versione definitiva sull’ultimo numero di Altronovecento, la rivista digitale fondata da Giorgio Nebbia.
    Un saluto
    Alberto

    http://www.fondazionemicheletti.it/altronovecento/articolo.aspx?id_articolo=42&tipo_articolo=d_persone&id=155

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