Gasdotto TAP. L’Infinita Guerriglia Giudiziaria


Con il sequestro di una parte del cantiere, disposto il 27 aprile dalla procura di Lecce, si aggiunge un nuovo tassello alle vicende che in questi anni hanno osteggiato il metanodotto TAP, Trans-Adriatic Pipeline. L’autore ha ricostruito per L’Astrolabio la cronistoria di una guerriglia che conosciamo per le immagini dei blocchi stradali e campestri degli antagonisti No Tap ma che ha avuto le sue fasi salienti nelle aule della giustizia amministrativa e penale.

Il gasdotto TAP, Trans-Adriatic Pipeline dovrebbe essere operativo dal 2020 e porterà in Italia circa nove miliardi di metri cubi di gas, un quantitativo che, secondo quanto dichiarato dal governo nel marzo 2017 in risposta a un’interrogazione alla Camera, potrà essere raddoppiato in futuro senza modifiche al progetto approvato.
Secondo quanto affermato dal ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, durante un question time del 5 aprile 2017 alla Camera, il metanodotto TAP “accrescerà la sicurezza degli approvvigionamenti, la diversificazione delle fonti di provenienza del gas, l’aumento dell’offerta e del numero di fornitori in concorrenza sul mercato italiano ed europeo, con effetti a tendere positivi sui prezzi. L’Italia attualmente dipende, infatti, per il 45 per cento dal gas russo, percentuale che sale al 65 nei picchi invernali; gran parte delle altre forniture vengono, poi, dall’Algeria e dalla Libia, che è ancora un’area instabile. Complessivamente, da qui al 2020, scadranno contratti di fornitura a lungo termine per un totale di 35 miliardi di metri cubi di gas, con un deficit potenziale rispetto alla domanda prevista pari a 14 miliardi di metri cubi. Il TAP dovrà garantire questo gap in maniera significativa”…

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Allegoria della guerra - Jan Brueghel Il Giovane

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