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Economia circolare Intervista a I. Brambilla ed E. Bompan a cura di Paola Fraschini

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Nonostante se ne parli parecchio, in pochi hanno chiaro cos’è davvero l’economia circolare. Sarà perché si tratta di un termine di recente diffusione, sarà perché è un “ombrello” sotto cui possono rientrare saperi e pratiche molto diversi come la bioeconomia, la sharing economy, il remanufacturing, la biomimesi o i sistemi di gestione avanzata dei rifiuti. Nel libro scritto da Ilaria Brambilla ed Emanuele Bompan, entrambi membri dello staff giornalisitico della rivista Materia Rinnovabile, se ne ricostruiscono l’evoluzione e gli sviluppi più recenti.

Partiamo dal titolo: che cosa è l’economia circolare. Ci date la vostra definizione in breve?

[I. B.] L’economia circolare è un’economia pensata per potersi rigenerare da sola, in cui i flussi di materiali sono di due tipi: biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e tecnici, che vengono rivalorizzati senza entrare nella biosfera. Questa definizione è quella della Ellen MacArthur Foundation, la fondazione che in questo momento rappresenta la più alta autorità in materia, che contribuisce a diffondere informazione e a finanziare i migliori progetti per lo sviluppo di questa economia in tutto il mondo ed è il punto dal quale siamo partiti nel nostro libro per indagarne le origini e i casi studio che riportiamo.

Cosa c’entra la grande velista Ellen MacArthur, la prima donna a battere ogni record nella circumnavigazione in solitaria del globo, con l’economia circolare?

[I. B.] È proprio dalla sua esperienza come velista, dall’affrontare il giro del mondo da sola e quindi dal dover portare con sé tutto il necessario per sopravvivere che Ellen MacArthur si rese conto di cosa significa avere a che fare con risorse finite. E che la nostra economia globale non è diversa: abbiamo utilizzato materiali preziosi in maniera intensiva fino ad avvicinarci al loro esaurimento. La sola riduzione dei consumi equivale però a “prendere tempo”, non risolve il problema. Così, MacArthur decise di dedicarsi a trovare una soluzione e approdò all’idea — già elaborata da altri scienziati, economisti, progettisti — che occorre sostituire il nostro sistema economico lineare che genera rifiuti con un sistema circolare in cui non esistono scarti e i materiali, così come l’energia, rientrano nel metabolismo. L’impegno e la fiducia nelle concrete possibilità di questo progetto l’hanno quindi portata alla creazione della fondazione.

Quanto è conosciuta l’economia circolare a livello nazionale?

[E. B.] Oggi in Italia c’è una certa confusione tra economia circolare ed economia del rifiuto. Se  facciamo una ricerca su Google impiegando “economia+circolare” come parola chiave appaiono 95.000 risultati, non certo pochi per un concetto diventato popolare solo di recente.

Però ci si accorge rapidamente che spesso quando si parla di economia circolare in Italia si parla solo di riciclo, che è una delle componenti dell’economia circolare. Dunque il termine è noto, ma usato impropriamente. L’economia circolare è un modello complesso fatto di numerosi elementi e vari modelli di business. Ignorare il valore d’uso della materia, i legami con l’economia circolare, i processi di upcycle, life-extension significa non cogliere la potenza del concetto di economia circolare. Quindi oggi serve una nuova “evangelizzazione” sulla portata reale della circular economy e sulla sua stessa ontologia…

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Young woman among the flowers - Edouard Manet

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