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Dialogo tra scienza e società: alcune lezioni apprese

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L’emergenza che stiamo vivendo ha portato drammaticamente in evidenza l’importanza dei rapporti tra scienza e società e ha mostrato, nell’immediato, una modifica di tali assetti che è ancora presto giudicare. In particolare, si sono tuttavia rivelati cruciali cinque snodi di questa relazione:

  1. La costituzione di un patrimonio comune di conoscenze, composto dalle risultanze degli studi scientifici, condivise con la società e integrate con le percezioni, le preoccupazioni, le credenze del grande pubblico;
  2. Il percorso compiuto dall’informazione dei risultati scientifici alla loro utilizzazione nella pratica;
  3. Le ricadute che le conoscenze hanno avuto sui comportamenti individuali;
  4. L’influenza esercitata dalla conoscenza sulle decisioni pubbliche; e infine
  5. L’innesco di un complicato intreccio di interazioni tra conoscenza, politica ed economia.

Nel corso del 2019 l’Osservatorio sul Dialogo nell’Agroalimentare ha analizzato con approccio partecipativo questi cinque snodi per un ambito tutt’affatto diverso, ma che ha rivelato sorprendenti analogie.

Riteniamo quindi utile pubblicare una sintesi del lavoro svolto, al fine di contribuire alla comprensione dei meccanismi di relazione tra le diverse componenti della società, in vista anche della nuova situazione creata dalla crisi che stiamo vivendo.

L’Osservatorio sul dialogo nell’agroalimentare è stato avviato nei primi mesi del 2018 dalla FIDAF, dalla Associazione Passinsieme, dalla rete del Festival Cerealia e da un gruppo di ricercatori, docenti e operatori economici interessati alle dinamiche in atto nel settore agroalimentare (per maggiori informazioni si può consultare il sito dell’Osservatorio.

L’obiettivo è quello di  promuovere un processo di riflessione collettiva sui rapporti tra scienza e società, coinvolgendo tutti i portatori di interesse del sistema alimentare, ovvero costruttori di sapere, operatori economici, mediatori di conoscenze, decisori, società civile.

Tutti gli eventi organizzati sono stati progettati e condotti con la collaborazione di un facilitatore professionista, che ha utilizzato le metodologie di facilitazione più adatte per ogni specifico evento (world café, stakeholder mapping, gioco di ruolo, breakout sessions, ecc.), al fine di promuovere la partecipazione di tutti e la riflessione collettiva, creando un clima di reciproco ascolto, rispetto e fiducia. I risultati conseguiti hanno dimostrato, se ce ne fosse stato bisogno, che quella della facilitazione è una metodologia veramente efficace e orientata ai risultati.

Il processo di riflessione collettiva ha avuto inizio con l’organizzazione del workshop “Dialogo nell’agroalimentare: dal caos al patto sociale”, che si è tenuto l’8 giugno 2018 presso l’Orto Botanico di Roma. Il workshop ha messo a confronto portatori di interesse con background culturale, opinioni, attitudini e interessi molto diversi tra loro, a volte addirittura opposti, sui temi della scienza nell’alimentazione e nell’agricoltura.

La discussione ha raggiunto pieno consenso su alcune considerazioni in merito alla situazione attuale e su alcune indicazioni per possibili rimedi. Il workshop dell’8 giugno ha rappresentato un buon punto di partenza per raggiungere una consapevolezza comune sulla situazione attuale, e ha anche evidenziato come una parte dei problemi di cui si è discusso potrebbe essere affrontata adottando un approccio sistemico interdisciplinare e transdisciplinare alla costruzione della conoscenza; favorendo una più coerente organizzazione dei flussi di informazione; promuovendo la costituzione di partenariati per l’innovazione; individuando valori ed obiettivi condivisi e sostenendo una maggiore partecipazione del pubblico alle scelte di interesse collettivo (maggiore informazione qui).

Nel 2019 l’ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) ha approvato il progetto ProDA (Promozione del Dialogo nell’Agroalimentare) con cui ha sostenuto anche finanziariamente le attività dell’Osservatorio. Nell’ambito del progetto ProDA  sono stati organizzati e realizzati i cinque incontri di approfondimento di mezza giornata ciascuno, ed è stato organizzato e realizzato il workshop conclusivo di una giornata. I cinque incontri di approfondimento hanno analizzato ciascuno uno dei cinque nodi descritti all’inizio di questa nota, mentre il workshop conclusivo ha generato consenso sulla missione di promuovere dialogo nell’agroalimentare per la sostenibilità, ha permesso di individuare 12 Obiettivi specifici condivisi e un matrice di azioni concrete per politici, professionisti, ricercatori, media, gruppi di opinione, imprese, scuola.

I risultati conseguiti sono stati presentati in tre eventi di portata nazionale (Maker Faire a Roma, Congresso del CONAF a Matera, e Convegno “Flussi dell’informazione e processi decisionali” alla Camera dei Deputati), oltre che in una serie di eventi minori. Sono attualmente in via di pubblicazione i materiali scaturiti dal percorso.

In conclusione, il dialogo i tra vari attori ed il confronto aperto tra le diverse parti sociali – del sistema agroalimentare ma non esclusivamente – si sono dimostrati essenziali per adottare ed applicare scelte condivise, le uniche che si rivelano efficaci nel lungo periodo.

[Si ringraziano Paola Carrabba e Massimo Curatella che hanno collaborato alla preparazione di questa nota]

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