BANCA DATI

Controllo del territorio rurale e forestale

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foresteNel IV rapporto della CIA del 10 Luglio 2012 si affermava che oltre 350 mila  agricoltori erano stati vittima nell’anno precedente di ben 8 reati l’ora, pari ad un valore di 50 miliardi!
Omicidi, rapine, furti di attrezzi agricoli, abigeato (con circa 150 mila capi rubati ogni anno), estorsioni e “pizzi”, discariche abusive, macellazioni clandestine, danneggiamenti ed incendi delle colture ecc., che fino a qualche anno fa si verificavano prevalentemente nel sud, si stanno espandendo in tutta Italia, anche per l’attuale crisi economica galoppante.
Solo i furti sono arrivati a valori di 4,5 miliardi di euro l’anno, seguiti dai danni del racket per 3,5 miliardi.  Oltre a ciò si sta sempre più espandendo il lavoro nero, con il caporalato ed un nuovo reato: l’assalto dei “predoni del rame”, riguardante furti di cavi elettrici, generatori, macchinari, grondaie ed attrezzature per stalle, serre nelle zone rurali ecc.
Di fatto l’Agricoltura mostra maggiori e più gravi elementi di vulnerabilità, legati all’isolamento geografico delle aree rurali ed all’elevato livello di insicurezza degli abitanti.
Ciò anche perché praticamente i territori rurali non sono oggi presidiati e/o controllati da corpi di polizia specializzati, come avviene invece per territori coperti da boschi e foreste, quasi sempre di proprietà demaniale e poco o per nulla abitati.
Nella riforma dei Corpi di Polizia si dovrà quindi considerare anche il potenziamento del controllo del territorio rurale e forestale.
Tale Polizia dovrebbe avere anche una specifica preparazione tecnica e normativa idonea (come quella delle scuole forestali attuali), con aggiornamenti continui, dovendosi occupare della sicurezza fisica anche della popolazione agricola, dei grossi problemi del controllo dei furti, delle mafie, nonché della protezione ambientale (erosione del territorio, prevenzione degli incendi, delle discariche ecc.) e dell’osservanza delle normative sulla prestazione di manodopera (contro il caporalato e il lavoro in nero) e di sicurezza sull’uso di macchinari, di prodotti antiparassitari, della qualità dei prodotti ecc., appunto con danni ingenti per l’economia delle aree che producono gli alimenti per la popolazione e per l’esportazione dei nostri pregiati prodotti alimentari.

Alessandro Bozzini

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