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Considerazioni critiche sulle audizioni del 16 luglio u.s.relative al DDL 988

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Il gruppo SETA si propone di commentare alcune gravi incoerenze emerse nelle audizioni delle associazioni del biologico durante le audizioni del 16 luglio scorso. Il gruppo SETA si propone di commentare alcune gravi incoerenze emerse nelle audizioni delle associazioni del biologico durante le audizioni del 16 luglio scorso. L’approfondimento tecnico-scientifico riguarda i seguenti aspetti:
1. . la palese insostenibilità del biologico sul piano ambientale (a causa della bassa produttività, la sua adozione a livello globale richiederebbe – per soddisfare le esigenze alimentari dell’intera popolazione mondiale – il raddoppio delle terre coltivate con effetti devastanti sugli ecosistemi naturali) e economico-sociale (costi elevati per il consumatore) (paragrafo 1)
2. Le performance strabilianti del biologico e del biodinamico segnalate da vari auditi. Se l’efficienza fosse così elevata come si potrebbe giustificare la richiesta di ulteriori fondi? Perché lo Stato dovrebbe essere chiamato a comportarsi da Robin Hood al contrario, prendendo ai poveri per dare ai ricchi(paragrafo 2.1)
3. La scarsa efficacia del biologico in termini di mitigazione del cambiamento climatico attestata da una vasta bibliografia scientifica, da cui emerge ad esempio che oggi il settore agricolo emette 1,4 GT di carbonio mentre se negli anni ’60 si fosse rifiutata l’innovazione oggi si emetterebbero 6,1 GT di carbonio (paragrafo 2.2)
4. La salubrità dei prodotti dell’agricoltura italiana, attestata dalle analisi condotte da EFSA. Ciò
significa che continuare a citare presunti effetti di residui (singoli o associati fra loro) al di sotto delle soglie di innocuità configura un allarmismo non supportato da dati di cui qualcuno dovrà prima o poi rispondere (paragrafo 2.3)
5. gli aspetti esoterici del biodinamico che lo collocano al di fuori del contesto scientifico (paragrafi 2.4 e 2.5)
6. la normativa sementiera che oggi garantisce all’umanità livelli di sicurezza alimentare mai raggiunti in passato e che viene posta in discussione dal sistema proposto da questa legge, basato su selezione partecipata e scambio di sementi fra i produttori. Ciò è foriero di danni quali-quantitativi enormi alle nostre produzioni agricole. Peraltro si avanzano perplessità in merito alla costituzionalità dello “scambio delle sementi” riservato produttori biologici perché discriminatorio nei confronti degli altri produttori agricoli (paragrafo 2.6)
7. I biodistretti: si ribadisce l’inutile ipertrofia di organi di rappresentanza sottesa a tale parte della legge (paragrafo 2.7)
Nel paragrafo 2.8 sono infine sviluppate alcune considerazioni puntuali sulle affermazioni degli auditi.
Ringraziamo fin d’ora coloro che vorranno leggere questo nostro documento fondato su una vasta bibliografia citata in calce al testo e ci dichiariamo come sempre disponibili a tutti i chiarimenti del caso anche con un’audizione più volte da noi richiesta.

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RAMO DI MANDORLO IN FIORE, 1890

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