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Clima, Segolene Royal e Matteo Renzi citano la ”magnifica Enciclica” di Papa Francesco

Con i cambiamenti climatici è in gioco la sicurezza mondiale

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Le guerre a cui può portare per esempio per il controllo delle risorse idriche, dei profughi ambientali, degli eventi estremi. La pensa così il ministro dell’Ecologia e dello Sviluppo sostenibile, Segolene Royal, intervenendo agli Stati generali sui cambiamenti climatici e la difesa del territorio. Royal ricorda poi la ”magnifica Enciclica” di Papa Francesco, e soprattutto parla della prossima Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Cop21: ”ce la stiamo mettendo tutta per ricucire a un accordo vincolante, sostenibile, evolutivo, tra i 196 Paesi”, oltre che pensare agli ”impegni finanziari”.

 ”Con la sua magnifica Enciclica il Papa ci ricorda che dobbiamo difendere la casa comune – aggiunge Royal – viviamo un momento buono che va nella direzione della presa di coscienza”. Tre i punti messi in evidenza da Royal a cominciare dalla consapevolezza che ”nessuno è risparmiato dal dissesto climatico” cosa che vediamo con gli ”Stati insulari, i nostri litorali, i delta, le città costiere; e poi c’è la siccità, la moltiplicazione degli eventi meteorologici estremi. I cambiamenti climatici sono una questione di sicurezza mondiale.

Bisogna sconvolgere gli scettici perché avremo e già abbiamo conflitti, per esempio per il controllo delle risorse naturali, dell’acqua, degli esodi massici per via della desertificazione e delle guerre per la pesca, l’immigrazione della miseria”. Insomma i cambiamenti climatici sono un ”fattore di destabilizzazione per il Pianeta”. Ricorda che ”l’inazione costa molto di più dell’azione” e che ”agire per il clima è anche creare ricchezze: dobbiamo realizzare la terza rivoluzione industriale che è anche ecologica”. La questione climatica ”non è un peso ma è una vera e propria opportunità; ogni essere umano – conclude ringraziando il nostro Paese per l’impegno e la creatività – ha due patrie: la propria e il Pianeta”.

Oggi il nostro nemico è il carbone”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi agli Stati generali del clima. “Alcune scelte fatte in passato hanno portato paradossalmente a un aumento dell’impiego di carbone”, ha sottolineato. “Fra 40 o 50 anni avremo bisogno di andare ben oltre la lotta contro il carbone ma per arrivarci dobbiamo essere capaci anche di dire le cose come stanno, cioè che le rinnovabili da sole non bastano” e che “da qui a domani mattina non finisce né il petrolio né il gas”.

“So che tra molti di voi ci sono perplessità per alcune norme che sono contenute nello Sblocca Italia. Io non ci giro intorno, so che è tema delicato. Poi si può discutere di singole vicende slegate le une dalle altre, quello che però è fondamentale è che ci sia la capacità di prendere atto di un dato di realtà, e cioè che oggi il nostro nemico è il carbone”, ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi agli Stati generali sul clima.

La “sfida” del clima, ha spiegato Matteo Renzi nel suo intervento agli Stati generali in corso alla Camera, “si vince solo a livello internazionale”. L’Italia, in vista della conferenza in programma a dicembre a Parigi, ne farà una priorità al suo interno e in Europa. “Il tempo in questo caso non è un signore distratto – ha detto il premier, citando De Andrè – ma è un fattore cruciale, l’elemento chiave: o siamo in grado di intervenire nei tempi giusti o la partita è persa”. Renzi ha citato a più riprese l’enciclica del Papa (“l’ho letta nel week-end”) e in particolare un termine usato da Francesco, “‘rapidacion’, come fenomeno di accelerazione nel cambiamento”. Dunque, ha concluso il presidente del Consiglio, “prendiamoci sei mesi di tempo perchè tutti i giorni, in tutti i settori, si faccia un passetto in avanti: le nuove scuole, gli alloggi di edilizia popolare, le opere pubbliche, le smart cities”. A Parigi “si gioca una partita chiave per il mondo, per il nostro Paese, ma anche per l’idea della politica: non sciupiamo questa occasione”. E l’Europa “ha una responsabilità in più: non solo fissare limiti, ma ingentilire il mondo”.

In futuro “dovremo andare oltre la semplice lotta contro il carbone – ha aggiunto Renzi – ma finché oggi abbiamo una serie di partite aperte che non riusciamo a sbloccare per colpa della burocrazia italiana dobbiamo anche essere capaci di dire le cose come stanno”, e cioè che anche se le rinnovabili sono “in alcuni settori una straordinaria forza del nostro Paese (una parte del solare soprattutto), da qui a domani mattina non finisce il petrolio nel nostro Pianeta, non finisce il gas”. Perciò “propongo un ‘semestre fecondo e felix’, per riuscire per una volta, anche se le sensibilità anche ambientaliste sono diverse, a fare di questo tema non più un elemento di divisione ma tentare tutti insieme di utilizzare la sensibilità oggettiva che c’è oggi in questo governo – e non ho bisogno di citare gli ecoreati o le esperienze di molti di noi come amministratori – per condividere la priorità indicata come assoluta da parte del governo”.

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