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Cantieri verdi e Social Housing: la difesa del territorio mediante la riduzione del sovraffollamento delle carceri (FIDAF, 19.11.2013)

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Dissesto idrogeologico e sovraffollamento delle carceri: due temi apparentemente lontani, ma che rappresentano, invece, due emergenze sociali di grande rilievo e dai costi considerevoli. Oltre cinque milioni di italiani vivono in zone pericolose esposte a frane e alluvioni e più di 6.500 comuni (l’82% del totale) hanno aree a rischio idrogeologico. In base alla recente indagine condotta dal Consiglio d’Europa, l’Italia, dopo Serbia e Grecia, è il paese con il maggior sovraffollamento nelle carceri, dove per ogni 100 posti ci sono 147 detenuti.

E’ possibile far dialogare due universi così dissimili? Gli appelli alla manutenzione del territorio ed alla necessità di interventi di ordinaria messa in sicurezza di aree delicate possono far nascere soluzioni che, attraverso progetti mirati, consentano di riqualificare ed impiegare la “forza lavoro” che giace inutilizzata nelle carceri italiane? L’articolo 27 della Costituzione reca testualmente: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Nelle carceri italiane sono attivi numerosi laboratori e spesso vengono insegnati dei mestieri per il successivo reinserimento nella società dei detenuti. Esiste una ulteriore opportunità: avviare sul territorio nuovi “cantieri verdi” che consentano, grazie all’impiego dei carcerati, interventi di manutenzione e di ingegneria naturalistica per la messa in sicurezza di pendici, corsi d’acqua e zone franose.

L’interesse era nato nell’ambito dei Venerdì culturali organizzati da FIDAF, SIGEA, ARDAF, Ordine Dottori Agronomi e Forestali di Roma, ed i relatori (Giordano E. e Gisotti G.) avevano evidenziato come in questi ultimi anni si fossero aggravate le condizioni di criticità nel dissesto idrogeologico, causate dalle alluvioni, dalle frane, dalle valanghe, con perdite di vite umane, di beni, di infrastrutture, di attività lavorative ed economiche, raggiungendo in alcune Regioni livelli preoccupanti. E’ sufficiente ricordare quanto è avvenuto nel 2011 in Liguria, in Sicilia, in Calabria, nelle Marche, nel Veneto. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio indica che la superficie a rischio frana raggiunge 137.690 chilometri quadrati, a cui vanno aggiunti 7.744 chilometri quadrati a rischio alluvioni e secondo Lega Ambiente sono stati censiti 383.831 fenomeni franosi.

Il XV Congresso del CONAF a Riva del Garda ha dedicato una giornata dei suoi lavori al tema dei dissesti idrogeologici ed ambientali connessi sia alle sempre più frequenti calamità sia alla mancata prevenzione e pianificazione territoriale. Nella persona del presidente, il CONAF fa parte della Conferenza nazionale sul rischio idrogeologico (dove sono presenti associazioni ambientaliste, i comuni e altri ordini professionali). I Dottori Agronomi e i Dottori Forestali sono i professionisti più qualificati per migliorare il lavoro di gestione del territorio, la prevenzione e la mitigazione del rischio idrogeologico.

Fin dal 1968, l’Accademia dei Lincei aveva tracciato i lineamenti per l’intervento pubblico per contenere il dissesto idrogeologico anche facendo ricorso a 20.000 militari di leva all’anno. Abolita la leva militare, numerose situazioni di emergenza meriterebbero di venire affrontate mediante la creazione di “cantieri verdi” a cui potrebbe contribuire la forza lavoro disponibile presso gli Istituti di correzione in cui sono presenti 65.000 unità a fronte di 45.000 posti disponibili. La dislocazione dei cantieri verdi impone che gli operatori siano collocati in prossimità delle aree di intervento. Ne deriva la necessità di fare ricorso al Social Housing cioè all’edilizia in legno, per realizzare strutture idonee che consentono di accogliere i detenuti in condizioni dignitose, dopo il lavoro esterno, e che possono venire realizzate in tempi brevi per ridurre concretamente il sovraffollamento delle carceri, che rende estremamente difficile ogni percorso di rieducazione.

A seguito di un riscontro assai positivo con il Ministro Severino, si avviò subito un dialogo molto costruttivo con il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP), dialogo proficuamente continuato e incoraggiato anche dal Ministro Cancellieri. Gli incontri con il DAP hanno consentito di affrontare le varie problematiche e sono stati di grande stimolo per la messa a punto dell’iniziativa. E’ stata considerata la possibilità di avviare due progetti pilota, uno da realizzare in prossimità delle Carceri per consentire ai detenuti di rientrare dopo il lavoro della giornata.

Il secondo progetto pilota prevede la realizzazione di “cantieri verdi” che consentano la permanenza dei detenuti e il loro impiego per interventi di manutenzione e di ingegneria naturalistica, finalizzati alla messa in sicurezza di pendici, corsi d’acqua e zone franose. A tal fine è stato contattato il prof. Ernesto Antonini dell’Università di Bologna che ha curato la progettazione di Cantieri verdi, insieme con il suo staff.

 Sono state verificate, infine, le possibili tipologie manutentive (gestione della vegetazione riparia, comprendente la rimozione dalle sponde e dagli alvei attivi della vegetazione arborea che è causa di ostacolo al regolare deflusso delle acque, rimozione dei rifiuti solidi provenienti dalle varie attività umane; asportazione o spostamento del materiale pregiudizievole per il deflusso delle acque, sistemazione e protezione spondale, ecc..).

Con l’obiettivo di fare il punto della situazione, avvalendosi di esperti nei diversi settori, e tenendo conto del contesto generale, delle problematiche specifiche e delle soluzioni logistiche ed amministrative possibili, la FIDAF ha organizzato presso la sede del Corpo Forestale dello Stato (CFS), il 21 maggio 2013, il Convegno “Cantieri verdi e Social Housing: la difesa del territorio mediante la riduzione del sovraffollamento delle carceri”. Le relazioni sono state tenute da Nazario Palmieri e Nicolò Giordano del CFS, da Luigi Rossi e da Ervedo Giordano, da Massimo Di Rienzo, direttore degli Istituti Penitenziari di Vasto e di Sulmona, dal Prof. Ernesto Antonini dell’Università di Bologna, dall’arch. Pier Nicola Currà e dal Prof. Gabriele Scarascia Mugnozza dell’Università “La Sapienza”.

Gli outputs di tale Convegno sono stati di grande rilievo: coinvolgimento pieno e convinto del CFS nel Progetto Cantieri Verdi; avvio di una proficua collaborazione con il Direttore del carcere di Vasto e Sulmona; riconferma da parte del DAP del sostegno al Progetto con la determinazione ad avviare in tempi brevi l’avvio dei due Progetti Pilota.

Dopo un recente incontro con il dott. Di Rienzo, presso il CFS di Vasto, si sono avviate le prime fasi per realizzare un progetto che utilizzi un gruppo di internati in opere di manutenzione del territorio in siti sottoposti a rischio idrogeologico. (FIDAF, 19 novembre 2013)

 

The Gardens of l'Hermitage Pontoise - Camille Pissarro

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